Il Tirreno

Pontedera

SAN ROMANO

La bimba scende e il treno riparte coi genitori sopra

Sabrina Chiellini
La bimba scende e il treno riparte coi genitori sopra

A  5 anni e  mezzo resta sola alla stazione. Il padre, sconvolto: "Sono risalito per aiutare mia moglie ma si sono chiuse le porte e il convoglio se n'è andato"

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SAN MINIATO. Il treno regionale Firenze-Pontremoli arriva alla stazione di Montopoli-San Romano alle 19.40 di sabato 3 gennaio. I viaggiatori si preparano a scendere vicino alle porte. Tra loro anche marito e moglie e la figlia di 5 anni e mezzo. Il treno si ferma pochi minuti, scendono alcuni passeggeri e la bambina. Uno di loro aiuta la bambina a scendere. Il babbo lascia lungo il binario una valigia e si volta a prendere il passeggino e a dare una mano alla moglie per poi scendere. Tutto inutile: le porte si chiudono e il treno riprende la sua corsa.  Momenti di panico. I genitori vorrebbero fermare il treno, la figlia li guarda spaventata. Ma loro non possono raggiungerla. Da un finestrino il padre chiede a un giovane di stare insieme alla bimba. In pochi minuti succede di tutto: l’uomo tira il freno del treno. Arriva il capotreno, lo implora di farlo scendere, così come altri passeggeri che avrebbero dovuto fermarsi a San Romano. Non c’è niente da fare: il capotreno non può consentire che scendano lungo i binari, al buio, in mezzo alla campagna. Nel frattempo la bambina viene trovata dai carabinieri della Radiomobile della  compagnia di San Miniato, chiamati dal padre. La cronaca di un sabato da dimenticare per una famiglia di San Miniato.

<Per fortuna a mia figlia, che  è rimasta da sola lungo i binari, non è successo niente di grave. E’ rimasta con i carabinieri fino a quando non siamo tornati con un taxi alla stazione di San Romano. Ma non sono stati momenti facili, abbiamo intenzione di denunciare Trenitalia e il capotreno>.

A raccontare il fatto accaduto la sera di sabato è il padre della bimba, un cinquantenne residente a La Serra di San Miniato. <Siamo ancora sconvolti _ dice _ ancora stentiamo a credere che ci possa essere successa una cosa del genere. Andrò fino in fondo alla questione anche perché il capotreno non si è neppure scusato. Ha detto che secondo lui non dovevano scendere altri passeggeri. Ci ha impedito di scendere: siamo dovuti arrivare a Pontedera. Poi, insieme ad altre persone che erano con noi e dovevano scendere nella stessa stazione di Montopoli-San Romano siamo tornati dove era la bambina. Devo ringraziare i carabinieri per come sono stati vicini a nostra figlia, hanno cercato di farla stare serena. Vorrei anche ringraziare di persona il passeggero che l’ha presa in consegna nei momenti iniziali mentre noi abbiamo telefonato ai carabinieri per chiedere aiuto. Mi sarei aspettato di trovare qualcuno della Polfer a Pontedera, visto che sul treno erano successe molte cose ma non è stato così. Comunque andrò da un avvocato  e vedrò quello che sarà possibile fare per querelare le Ferrovie>.

 L’uomo racconta nei particolari la loro odissea. <Tornavamo da una gita a Venezia. Avevamo i bagagli al seguito. Quando il treno si è fermato a San Romano sono scese cinque o sei persone. Ho fatto scendere mia figlia e un bagaglio. Poi le porte si sono chiuse all’improvviso: abbiamo gridato, chiesto di fermare il treno ma non ci hanno ascoltato. Mia moglie si è sentita male, si è disperata nel vedere la bimba da sola in mezzo alla stazione, di sera. Poteva succedere di tutto, la bimba ha subito un trauma anche se è stata brava ed è rimasta con i carabinieri ad aspettare il nostro ritorno>.

Oltre ai coniugi di San Miniato, altri viaggiatori di Castelfranco di Sotto non sono riusciti a scendere. <Oltre a noi sono stati beffati dal treno partito in fretta e furia anche due coniugi di circa 70 anni di Castelfranco e una signora che camminava con grande difficoltà. La disavventura alla fine è finita  bene ma si ci sono stati trenta minuti di terrore sul treno. La bambina, che all’inizio sembrava tranquilla, di notte si è svegliata più volte, abbiamo dovuto chiamare la pediatra. E’ rimasta alla stazione con persone che non conosceva, poi sono arrivati i militari, persone gentili. Ma è sempre un trauma>.

 A Pontedera i passeggeri che non erano riusciti a scendere alla ferma giusta, a loro spese, sono tornati alla stazione di Montopoli –San Romano. <Solo quando abbiamo visto che la bambina stava bene ci siamo ripresi _ aggiunge il cinquantenne _ ma non è stato per niente facile. Vogliamo protestare per il disservizio e fare sapere cosa è successo. Forse nel tratto dove il treno si è fermato il binario fa una curva e il capotreno non si è reso conto della situazione. Ma certo è che quando ho fermato il treno ha reagito in una maniera che non riesco a comprendere. Dicono che la Polfer verrà a cercarmi perché ho azionato il freno. Sinceramente mi sarei aspettato di trovare gli agenti già a Pontedera per denunciare quello che era appena successo>.

Ma a Pontedera  l’ufficio della Polizia ferroviaria è chiuso ormai da anni, così come quello del capostazione. Alla famiglia non è rimasto che tornare a casa e sperare che la figlia dimentichi il prima possibile la sensazione di vedersi separare dai genitori.

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