Il dolore
Niente nuove cave a Diaccio al Duomo
Il Tar ha respinto il ricorso presentato dai proprietari dell’area rispetto al piano provinciale delle attività estrattive. L’ex sindaca: «Giuste le nostre scelte»
CHIANNI. La questione cave tiene banco in ogni stagione nel piccolo comune dell’Alta Valdera. Sono molti i ricorsi che si sono susseguiti rispetto all’attuazione del piano sulle attività estrattive e in particolare sulla cava di Diaccio al Duomo. Il Comune di Chianni ha vinto al tribunale amministrativo della regione Toscana la battaglia contro l'apertura di una nuova cava in località Diaccio al Duomo. Ricorso proposto dai proprietari dell’area che per questa ragione contestavano le scelte della Provincia.
L'ex sindaca Francesca Mancini e la sua amministrazione si erano “spesi” affinché il piano cave della Provincia di Pisa non consentisse l'apertura della cava e i proprietari avevano proposto un ricorso al tribunale amministrativo. Il Comune, difeso dall'avvocato Giancarlo Altavilla di Pisa, ha vinto la causa. La sentenza è di metà dicembre. «Alla luce dell'attuale sentenza ancor meno si capiscono le critiche dell'attuale amministrazione comunale sulla vicenda e sulla sentenza del Tar che aveva condannato il Comune per danni pregressi dovuti alla proprietà per la mancata apertura della cava nel periodo precedente il nuovo piano cave», afferma l’ex sindaca di Chianni.
«Si auspica che l’attuale sentenza possa condizionare l’appello al Consiglio di Stato, in fase di pronunciamento. Intanto comunque un risultato è stato ottenuto: in località Diaccio al Domo non verrà mai più una nuova cava che avrebbe deturpato il paesaggio in località Garetto e di questo si deve dare plauso alla passata amministrazione comunale».
Nel febbraio del 2014 il Comune di Chianni era stato condannato dal Tar della Toscana al pagamento di oltre 320.000 euro a titolo di risarcimento danni e spese legali alla ditta di escavazione P&P srl, nel frattempo divenuta Fallimento P&P srl e ai proprietari dei terreni Salvatore Dui e Ernestina Vannucci.
Le sentenze, come abbiamo detto, si sono susseguite nel tempo. Già con una precedente sentenza del 2010 il Comune era stata condannato dal tribunale amministrativo al pagamento della somma di duemila euro «per l’accertamento illegittimo e comunque per l’annullamento del silenzio tenuto dal Comune in ordine all’adeguamento del piano regolatore alla variante del Prae approvata dalla Regione Toscana che ha disposto l’inserimento dell’intera area di Diaccio al Domo nelle carte delle risorse, dei giacimenti e delle cave».
Successivamente un ulteriore pronunciamento del Tar datato novembre 2012, visto che nel frattempo la Provincia di Pisa aveva escluso l’area di Diaccio al Duomo tra quelle idonee per l’attività di escavazione, aveva fermato l’adeguamento del regolamento urbanistico del comune di Chianni ma aveva riconosciuto un danno materiale ed economico nei confronti dell’azienda P&P e dei proprietari dei terreni. L’amministrazione comunale era stata condannata a pagare un risarcimento totale di 323.248 euro più il pagamento della consulenza tecnica di ufficio.
C’è da aspettarsi una nuova mossa da parte dei proprietari dell’area che non rinunceranno tanto facilmente a realizzare il loro progetto.
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