Il Tirreno

Pontedera

solo un risarcimento

Nessun reintegro per il medico licenziato dalle Terme

di Sabrina Chiellini
Nessun reintegro per il medico licenziato dalle Terme

CASCIANA TERME LARI. Dopo un anno si è concluso il contenzioso, almeno dal punto di vista del ricorso presentato al giudice del lavoro, tra la dottoressa Cinzia Andreoni e le Terme di Casciana. La...

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CASCIANA TERME LARI. Dopo un anno si è concluso il contenzioso, almeno dal punto di vista del ricorso presentato al giudice del lavoro, tra la dottoressa Cinzia Andreoni e le Terme di Casciana. La professionista, che era stato anche rappresentante sindacale nella Rsu all’interno dell’azienda termale, nell’ottobre 2013 fu licenziata per concorrenza sleale. Gli amministratori dell’azienda l’avevano accusata di avere sottratto pazienti alle Terme, quindi al suo datore di lavoro, procurandosi in questo modo un vantaggio personale.

La dottoressa, secondo quanto era stato accertato da un’indagine interna, da cui è scaturito sia un procedimento disciplinare che una denuncia alla Procura della Repubblica di Pisa, era accusata di aver visitato i pazienti alle Terme senza farsi pagare. Solo in un secondo momento, dopo che li aveva "dirottati" presso altri studi privati in varie città, si sarebbe fatta pagare anche per le consulenze e visite che erano state effettuate in precedenza, e cioè all’interno delle Terme.

Se il procedimento penale deve ancora definirsi, a metà dicembre si è registrato un primo passaggio importante davanti al giudice del lavoro. Aspetto questo che è stato reso noto dalla stessa Andreoni. «Non ho fatto niente di male, sono stata anche risarcita dalle Terme», ci ha detto la nota professionista. E ha aggiunto: «Sono state scritte molte cose non vere sul mio conto».

Sostenuta anche dal sindacato Cgil, di cui la dottoressa faceva parte quando lavorava alle Terme, Andreoni ha impugnato il licenziamento davanti al giudice del lavoro chiedendo l’immediato reintegro nel posto di lavoro oltre al pagamento dei danni.

Il giudice Franco Piragine ha invitato le parti a trovare un accordo. Le Terme hanno insistito sulla necessità del licenziamento essendo venuto meno il rapporto di fiducia. Impossibile il reintegro. Le parti si sono accordate e al medico è stata riconosciuta la somma di circa 20mila euro per chiudere la vicenda. È quindi una transazione l’atto finale della vertenza di lavoro. Resta ora da capire come si definirà la questione penale. L’azienda, infatti, prima di presentare un esposto chiedendo all’autorità giudiziaria di accertare se i comportamenti di concorrenza sleale potevano configurare anche reati penali, aveva invitato la dipendente a fornire una giustificazione del suo operato. Lei si era sempre difesa negando ogni addebito. Tuttavia, l’azienda ha ritenuto di avere gli elementi per difendere la procedura del licenziamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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