Trasporti
File e proteste all’ufficio postale
Dopo il trasferimento dell’impiegato, a Cevoli tutto il lavoro ricade sul direttore
CASCIANA TERME LARI. Dallo scorso giugno, quando l'unico impiegato è stato trasferito altrove, tutto il lavoro dell'ufficio postale di Cevoli ricade sulle spalle del direttore. Si tratta di un piccolo ufficio, ma di passaggio e con un notevole flusso di utenti. Non solo per la vicinanza a Ponsacco, ma anche per la presenza di centri commerciali e di un grande parcheggio gratuito. E poi gli uffici postali della zona sono chiusi o aperti solo in specifici giorni della settimana. Nel mese di dicembre, a Cevoli i tempi di attesa hanno oscillato tra i sessanta e i sessantacinque minuti.
Quando si arriva all'ufficio, la prima sensazione è lo scoramento: un muro di persone e solo posti in piedi. C'è addirittura chi, nell'attesa del suo turno, si legge un libro. Visto il bacino d'utenza, servirebbero almeno due persone fisse agli sportelli. Il direttore è un autentico “onemanband”: fa l'operatore allo sportello, si occupa dei servizi finanziari e assicurativi, presiede alle funzioni direttive e amministrative.
Il culmine del disagio è stato toccato con la scadenza dell'Imu e della Tasi, quando gli abitanti di Casciana Terme si sono riversati a Cevoli a causa delle chiusura del loro ufficio cittadino dovuta a problemi elettrici. C’è chi si è chiesto come mai, nonostante l'emergenza, non sia stato distaccato a Cevoli parte del personale dell'ufficio chiuso di Casciana Terme.
«Veniamo qua perché in molti uffici più grandi, e con più personale, è ancora peggio», dicono molti degli utenti di Cevoli. Visti i tempi di attesa, c’è chi se ne va imprecando o chi fa due o tre viaggi prima di poter pagare una bolletta o riscuotere la pensione, ma i più sono dotati di certosina pazienza.
Gabriele Gasperini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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