La manifestazione
Entra in campo e dà un pugno all’arbitro
Il genitore ha contestato con la forza la decisione del direttore di gara che aveva espulso il figlio
PONTEDERA. Il cartellino rosso estratto dall’arbitro durante la partita, il 3 gennaio, dei Giovanissimi A tra l’Era Calcio e il Porta a Lucca, deve avere avuto lo stesso effetto di un drappo rosso per il toro. Il genitore di un ragazzino di 14 anni dell’Era calcio, appena ha visto che il direttore di gara, aveva deciso di punire un fallo di gioco con l’espulsione sia di suo figlio che un giocatore della squadra avversaria, pare abbia perso il lume della ragione. Questo farebbe pensare il suo successivo comportamento. L’uomo ha saltato una rete alta circa tre metri e mezzo e come un fulmine è arrivato in campo. È andato dritto verso l’arbitro e lo ha colpito con un pugno. L’arbitro, sorpreso da tanta violenza gratuita, non ha avuto nemmeno il tempo di capire cosa gli stava succedendo che già si è trovato con le mani addosso. Nel frattempo guardalinee e genitori sono intervenuti per allontanare il genitore nervoso e contrariato dalla decisione dell’arbitro che, dopo alcuni istanti, ha sospeso la partita fischiando anticipatamente la fine.
«Abbiamo chiamato la polizia – spiega Manrico Barani, vicepresidente dell’Era Calcio – Siamo rimasti senza parole quando abbiamo visto che il genitore era andato a farsi “giustizia” da solo per quella che aveva considerato un’ingiustizia nei confronti del figlio. Un comportamento del genere non è accettabile e non può essere giustificato. Con l’arbitro e con i presenti ci siamo scusati».
In ogni caso il genitore, che dopo l’aggressione è rimasto ad attendere il figlio, è stato identificato dalla polizia, intervenuta al campo sportivo con una volante.
L’arbitro, al quale è stato consigliato di andare al pronto soccorso per un controllo, si è riservato di presentare una querela nei confronti del genitore.
«Siamo davvero dispiaciuti per quello che è successo – aggiunge Barani – ognuno di noi sta facendo il massimo per la società e vedere episodi come questo non fa bene nè al mondo del calcio e dello sport in generale e neppure ai ragazzi che erano in campo».
Da parte sua il genitore ha ammesso di avere perso la testa. Ma difficilmente la sua aggressione all’arbitro sarà dimenticata.
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