Sicurezza
Furti nelle concerie, i retroscena dell’indagine
SANTA CROCE SULL’ARNO. Nuovi particolari sulle indagini che hanno permesso ai carabinieri di Santa Croce sull’Arno di scoprire una organizzazione dedita ai furti nelle concerie. Tra le dodici...
SANTA CROCE SULL’ARNO. Nuovi particolari sulle indagini che hanno permesso ai carabinieri di Santa Croce sull’Arno di scoprire una organizzazione dedita ai furti nelle concerie.
Tra le dodici persone sono denunciate per concorso in furto di pellame e ricettazione, ognuna con ruoli diversi nella vicenda, c’è anche un imprenditore abbastanza noto nel settore, Liberato Riccio, 52 anni, di Fucecchio, che insieme a Antonio Palumbo, 57 anni, di San Miniato, un altro imprenditore, aveva il compito di occuparsi di trattare il pellame provento dei furti. Nove i colpi messi a segno dal gruppo nelle concerie della zona del cuoio, stando ai carabinieri. Il valore della refurtiva rubata ammonta a circa 700 mila euro, anche se gran parte della merce (per circa 500 mila euro) è stata recuperata.
Riccio, insieme ai familiari, è titolare di più aziende. In una di queste, la San Paolo sas, aveva trasferito una parte del pellame in precedenza sottratto alla “M2” con la complicità di un dipendente, anche lui coinvolto nell’inchiesta. A chiedere l’intervento dei carabinieri, dopo avere scoperto la refurtiva, era stato il fratello dell’imprenditore ora finito nei guai per la serie di furti. Una segnalazione questa che aveva poi permesso ai carabinieri di aggiungere nuovi tasselli alle indagini e di recuperare una parte della refurtiva. Tra i fratelli, evidentemente, non c’erano buoni rapporti, al punto che per evitare guai giudiziari all’azienda il fratello estraneo alle accuse, ha deciso di chiedere l’intervento dei carabinieri pur sapendo che avrebbe innescato indagini e una denuncia nei confronti del fratello Liberato. Tra i denunciati ci sono anche meccanici di Montesarchio, un pregiudicato di Montecatini Terme, un operaio di Massa e Cozzile e un albanese irreperibile. Il pellame era stato rubato, nel 2013, nelle concerie Antiba, Fric, SagaPell, Stratos e M2, tutte di Santa Croce.(s.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
