Sicurezza
Capodanno in carcere dopo la chemioterapia
Tornata a Sollicciano una donna di 60 anni arrestata per spaccio di droga Ha sconfitto il cancro dopo lunghe cure e terapie ed è rientrata in cella
SANTA MARIA A MONTE. Capodanno in carcere a Sollicciano per una donna di 60 anni, di origini albanesi, residente a Santa Maria a Monte, già condannata a scontare una lunga pena per una vicenda di spaccio di sostanze stupefacenti in cui è rimasta coinvolta insieme a suoi connazionali, alcuni anni fa.
La donna, dopo un periodo di detenzione in carcere, era tornata in libertà perché si era ammalata in maniera grave. Ricoveri e chemioterapia non erano compatibili con il carcere e così aveva potuto ottenere tutti i benefici che sono previsti in questi casi. Ma il conto con la giustizia, deve scontare ancora circa otto anni di carcere, non era stato condonato. Restava lì, ad attenderla, nel caso fosse riuscita, come è stato, a curarsi e a superare difficili momenti.
Nel corso dei mesi la donna, non in regola per quanto riguarda il permesso di soggiorno, ha potuto curarsi nelle strutture pubblici e ha vinto la sua sfida più difficile, quella contro la malattia.
È stata ricoverata e ha affrontato lunghe cure, riuscendo a sconfiggere la mattina che l’aveva colpita. È quindi tornata a condurre, stando a quanto è stato spiegato dai carabinieri che l’hanno nuovamente arrestata, una vita normale. Di questo ritorno alla normalità, anche se con tutti i rischi che sono sempre possibili quando si manifestano gravi malattie, è stato informato – questa è la procedura – anche il tribunale di sorveglianza. Non poteva che essere così, nell’applicazione di quanto previsto dalla legge. Risolto dunque il grave problema di salute, per la sessantenne si è aperta di nuovo la prospettiva del carcere.
Esattamente come era successo nel 2011 dopo il primo arresto si è prospettata la possibilità di un nuovo intervento dei militari per portarla in carcere. Impossibile per lei, considerata la gravità delle accuse che le erano state rivolte e che le erano costate una condanna così pesante, ottenere ulteriori benefici. Prima di Natale il tribunale di sorveglianza ha revocato i precedenti benefici che erano stati concessi alla sessantenne. Anche se umanamente la storia può colpire il giudice, su segnalazione degli stessi carabinieri che più volte hanno avuto a che fare con la donna, ha deciso che la sessantenne doveva tornare in carcere per terminare di scontare la pena.
L’idea di dover tornare in una cella deve avere spaventato la donna che ha accusato nuovi malori ed è stata ricoverata all’ospedale San Giuseppe di Empoli.
I medici però, dopo averla trattenuta alcuni giorni, non hanno potuto fare altro che dimetterla consigliando ulteriori accertamenti che potranno essere svolti anche in carcere. Hanno escluso tuttavia seri problemi di salute per la sessantenne.
L’altra mattina dunque quando la donna ha lasciato l’ospedale di Empoli, pronta a tornare a casa con la famiglia e a festeggiare il capodanno, ad attenderla, all’esterno del San Giuseppe, ha trovato alcuni militari che le hanno notificato il provvedimento del tribunale di sorveglianza. Non è tornata a casa sua, a Santa Maria a Monte, come pensava, e dove vive con i familiari. Ma è stata accompagnata prima in caserma e successivamente nel carcere di Solliciano.
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