La manifestazione
Sversamenti in Usciana, polemiche prima del processo
SANTA CROCE. Manca poco più di una settimana ormai all'udienza per la presunta truffa milionaria al depuratore di Ponte a Cappiano, fissata per l'8 gennaio. Ma resta ancora aperta la questione...
SANTA CROCE. Manca poco più di una settimana ormai all'udienza per la presunta truffa milionaria al depuratore di Ponte a Cappiano, fissata per l'8 gennaio.
Ma resta ancora aperta la questione della partecipazione dei tre comuni di Santa Croce, Castelfranco e Santa Maria a Monte in qualità di parti civili. Un nodo da sciogliere sul quale si era concentrata alcuni giorni fa l'Unione Inquilini con un appello ai tre sindaci, al quale congiuntamente i primi cittadini Giulia Deidda, Gabriele Toti e Ilaria Parrella avevano risposto condannando i fatti e riservandosi di prendere una decisione unitaria, dopo disamina delle procedure legali. La decisione, secondo indiscrezioni, potrebbe già arrivare fra oggi e domani, ma l’Unione Inquilini per voce del suo rappresentante Luca Scarselli tiene a fare alcune precisazioni. «Apprezziamo che i sindaci si siano riuniti dopo la nostra lettera e confidiamo che stessero tenendo d'occhio il processo, ma vorremmo far notare che mancano appena cinque giorni lavorativi all'udienza ed in base alle norme la lista di testimoni, consulenti o periti si deve presentarla solitamente sette giorni prima».
L'avvocato torna poi sulle questioni tecniche: è ancora da chiarire, infatti, con quale formula i comuni potrebbero entrare nel procedimento. Gli stessi sindaci nella loro nota congiunta facevano riferimento alla richiesta di riconoscimento del danno ambientale per il fiume Usciana, la quale però sarebbe appannaggio della sola avvocatura dello Stato. «É noto come i comuni non possano chiedere il danno ambientale, ma è altrettanto certo che possano richiedere il risarcimento per “un danno diverso da quello ambientale, avente natura anche non patrimoniale”, come ad esempio un danno all'immagine come è stato recentemente stabilito anche dalla Cassazione - precisa - Continuiamo inoltre a sostenere, senza niente togliere ad Arpat, che andrebbe richiesto un approfondimento tecnico a soggetti terzi».
Nilo Di Modica
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