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Strappo tra i 5 Stelle Lascia il capogruppo Alessandro Niccoli

Strappo tra i 5 Stelle Lascia il capogruppo Alessandro Niccoli

SAN MINIATO. La notizia è piombata a sorpresa nel consiglio comunale di ieri mattina, dove il movimento 5 Stelle di San Miniato si è svegliato scoprendo di non avere più il capogruppo. A sette mesi...

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SAN MINIATO. La notizia è piombata a sorpresa nel consiglio comunale di ieri mattina, dove il movimento 5 Stelle di San Miniato si è svegliato scoprendo di non avere più il capogruppo. A sette mesi dalla propria elezione in consiglio, Alessandro Niccoli ha deciso di rassegnare le dimissioni, dando l’addio al movimento di Beppe Grillo per fondare il nuovo cosiddetto “Gruppo Misto”.

Una decisione annunciata all’inizio della seduta, attraverso le motivazioni lette dallo stesso Niccoli. Parole che hanno spiazzato l’intero consiglio e perfino la collega Chiara Benvenuti, che si è ritrovata ad essere l’unico rappresentante 5 Stelle in consiglio. All’origine dello strappo, una critica nei confronti delle ultime vicende che hanno caratterizzato il movimento a livello nazionale, a cominciare dalle numerose espulsioni, alle quali si sarebbero aggiunte, poi, anche alcune incomprensioni a livello locale. Una diversità di vedute che nel tempo avrebbe creato un solco tra Niccoli e il gruppo dei fondatori del meetup samminiatese. Nella lettera di dimissioni, tuttavia, l’ormai ex capogruppo motiva la scelta alla luce del contesto nazionale del movimento, al quale ricorda di aver aderito «più di un anno fa, alla luce - scrive - di quei principi che rispecchiavano in parte gli stessi principi che ho sempre portato dentro di me». «Molte persone, come me - ha spiegato Niccoli - avevano riposto la propria fiducia di rinnovamento in questo movimento. Tuttavia, come dimostrano noti fatti recenti, si sono verificate una serie di decisioni imposte dall’alto, tra cui l’alleanza nel parlamento europeo con l’estrema destra inglese o peggio ancora le espulsioni di parlamentari, a mio avviso ingiustificabili. E al momento il movimento non sembra intenzionato a dotarsi di strumenti di democraticità interna». L’ex capogruppo, quindi, se la prende con un modo di operare «calato dall’alto, senza regole, basato - dice - sull’inquisizione di chiunque si permette di criticare il fondatore. Per questi motivi, mi dissocio dal movimento e dal simbolo, non sentendomi rappresentato dal blog e dallo staff che lo dirige, le cui decisioni verticistiche hanno già allontanato molti attivisti che lavoravano per vedere realizzati i principi base di democraticità e trasparenza».

Giacomo Pelfer

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