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Pontedera

I Lapolla sono i nuovi “padroni” delle Terme

SANTA CROCE SULL’ARNO. Terme e rifiuti vanno sempre di più a braccetto. Una concessione di cinquant’anni in cambio di lavori per oltre due milioni di euro, che puntano a riportare, dopo anni di...

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Terme e rifiuti vanno sempre di più a braccetto.

Una concessione di cinquant’anni in cambio di lavori per oltre due milioni di euro, che puntano a riportare, dopo anni di oblìo, il nome di Bagni di Lucca nel circuito che conta del termalismo italiano. Sta qui il nocciolo del progetto di riqualificazione e rilancio delle Terme firmato dai proprietari della Waste Recycling di Santa Croce sull’Arno, azienda leader nel settore dello smaltimento dei rifiuti industriali.Una durata di concessione importante, che non ha mancato di scatenare polemiche. Ma che il sindaco Massimo Betti non ritiene problematica. Anzi, secondo il primo cittadino, proprio questa è la condizione essenziale perché il recupero dello stabilimento possa andare in porto.

A credere nello sviluppo di Bagni di Lucca è la famiglia Lapolla, che a Santa Croce sull’Arno ha dato vita alla Waste Recycling, un gigante dello smaltimento rifiuti dal fatturato di 30 milioni l’anno. Ma non c’è solo questo: da tempo la famiglia Lapolla ha deciso di diversificare, con un’attenzione particolare al turismo e all’arte. Ed è qui che si incrociano le strade con Bagni di Lucca e, in particolare, con lo stabilimento Varruad. Strutture dal presente non brillante, ma con un grande passato. Non a caso, gli investitori ritengono che proprio la storia di Bagni di Lucca rappresenti un valore aggiunto, in grado di far superare la differenza che oggi esiste nell’innovazione apportata da altri centri termali concorrenti. A novembre del 2013 i Lapolla subentrano alla famiglia Mazzei sia nella titolarità della concessione delle terme, sia nella proprietà nell’albergo, riunendo poi le attività sotto l’ombrello di un’unica società.

Qualche settimana fa il progetto di rilancio viene presentato al Comune. Numeri ambiziosi: in totale la previsione è di spendere oltre due milioni e duecentomila euro. Nei lavori è previsto anche il recupero della piazza antistante le terme. Un intervento, hanno chiarito gli amministratori, che consentirà di garantire il posto di lavoro ai 25 dipendenti che saranno confermati e che, altrimenti, avrebbero corso il rischio di diventare disoccupati. Altri benefici indicati dal gruppo Lapolla sono l’affidamento dei lavori a ditte locali e l’ampliamento del numero delle camere, che oggi è fermo a 27. Sul piatto il nuovo gruppo ha messo la rigenoziazione della concessione per le Terme: attualmente, infatti, è ancora in vigore il vecchio titolo della famiglia Mazzei, che scadrà nel 2018. I Lapolla, invece, chiedono di ottenere una durata cinquantennale. L’unica - hanno spiegato nei documenti illustrativi del progetto - che potrà garantire il «punto di equilibrio dell’operazione». La spesa prevista è, infatti, di 2.202.060 euro. Dall’esame del bilancio 2013, i tecnici della società hanno dedotto che la quota di ammortamento annuale potrà essere di circa 43.000 euro, prefigurando così un piano di rientro in, appunto, cinquant’anni. Nella richiesta al Comune, gli imprenditori mostrano anche un’altra esigenza: di fare in fretta ad approvare la nuova convenzione, arrivando alla firma già nei primi giorni del nuovo anno. Il gruppo di Lapolla ha infatti urgenza di avviare i lavori: secondo il cronoprogramma, dal 7 gennaio al 12 febbraio gli stabilimenti termali dovrebbero rimanere chiusi per cinque settimane di lavori intensi per la necessaria manutenzione e il restauro, da completare in modo tale da evitare altre chiusure nel futuro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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