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Bilancio disastroso nei campi l’agricoltura è in ginocchio

Bilancio disastroso nei campi l’agricoltura è in ginocchio

Si chiude uno degli anni peggiori degli ultimi trenta. La Cia provinciale è pronta ad organizzare mobilitazioni. Sarà chiesto un incontro ai sindaci del territorio

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VOLTERRA. Si chiude un anno che gli agricoltori pisani ricorderanno tra i peggiori degli ultimi 30. A rendere il 2014 come un anno da dimenticare c'è il fatto che nessun settore della nostra agricoltura si è salvato dai suoi effetti negativi. Alle consuete difficoltà strutturali legate al mercato, quest'anno si sono aggiunti eventi atmosferici avversi, attacchi di parassiti di ogni genere. I cereali hanno avuto perdite di produzione che vanno dal 40 al 70%. Il mercato ha avuto segnali positivi per il grano duro a partire dal mese di ottobre, ma ormai gran parte del prodotto non era più nelle disponibilità degli agricoltori, molti dei quali si sono trovati costretti a vendere alla raccolta per fronteggiare l'indebitamento con i fornitori e con le banche. La produzione di vino è stata rovinata dalle piogge e dalle basse temperature estive che ne hanno penalizzato il grado zuccherino e hanno fatto lievitare i costi dei trattamenti per combattere gli attacchi fungini di peronospora e oidio.

Particolarmente drammatico il bilancio della produzione di olio extravergine. C'è stata una perdita media dell'80% quantificabile in circa 8 milioni di euro in meno per gli olivicoltori. La causa principale è stata l'attacco abnorme di "dacus oleae" (la mosca dell'olivo).

Non si sono salvati gli ortaggi, a cominciare dal pomodoro, anche loro colpiti dalle conseguenze dell'elevata piovosità e delle basse temperature estive.

La zootecnia, sia bovina che ovicaprina, non ha invertito il trend negativo che la affligge da diversi anni. Ci sono tuttavia segnali interessanti che lasciano ben sperare per il futuro. C'è ad esempio Granarolo che sta investendo in Valdicecina per la lavorazione e la trasformazione di latte ovino e c'è Mc Donald's che ha dato un buon impulso alla produzione di carne Chianina con il lancio dell'hamburger a base di carne Dop proprio di Chianina.

Come fa presente la Cia di Pisa, tiene l'agriturismo, anche se i costi di gestione legati agli adeguamenti alla varie normative e il carico fiscale sempre più opprimente rischiano di far chiudere diverse strutture. A preoccupare gli agricoltori non sono soltanto le annate negative, ma anche un contesto nel quale operare è sempre più pesante e opprimente. La burocrazia è ormai considerata una vera e propria calamità. Assorbe dal 25 al 30% del tempo e dei costi di produzione.

«Anche le varie scadenze fiscali – affermano dalla Cia – sono ormai diventate insostenibili. L'ultima, particolarmente significativa, riguarda la revoca dell'esenzione Imu da molti dei terreni agricoli con un aggravio stimato per difetto di circa un milione e trecentomila euro per gli agricoltori pisani. Non è più accettabile per gli agricoltori ascoltare impegni di sostegni al settore e poi dover subire queste che sono vere proprie mazzate sulle loro spalle. Anche la tassazione locale è diventata insostenibile. Un esempio ne è la tassa sullo smaltimento rifiuti che applicano i Comuni. Gli agriturismi vengono equiparati agli alberghi pur lavorando tre mesi invece di dodici e non beneficiando della stessa qualità del servizio».

La Cia di Pisa chiederà un incontro a tutti i sindaci ed esporrà le ragioni dei propri associati. «Non si escludono – conclude la Cia – forme di mobilitazione innovative che prevedano il coinvolgimento dei cittadini che hanno compreso il ruolo insostituibile che l'agricoltura svolge per la salute, l'ambiente e l'assetto idrogeologico dei territori».

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