Il Tirreno

Pontedera

Lo credevano morto, dormiva

di Rino Bucci
Lo credevano morto, dormiva

Immagine choc di un senzatetto che sceglie il parco giochi per affrontare le temperature sotto zero

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PONTEDERA. Faceva freddo. Allora ha scavalcato uno dei due cancelli che di notte proteggono il parco della Montagnola e ha cercato il luogo migliore per ripararsi dal gelo che stava scendendo ben oltre gli zero gradi.

Si è infilato in un trenino di legno, un gioco per bambini accanto a cavalucci ed altalene e si è adagiato nel cilindro che rappresenta la caldaia della locomotiva, fasciato dalla testa ai piedi in una coperta bianca. Un fagotto.

Lo hanno trovato così ieri mattina le persone che andavano al lavoro, quelle che portavano il cane a spasso e il custode del parco. Non si muoveva. Qualcuno ha pensato che lì, in quel ponte di festa tra il Natale e la fine dell'anno se ne fosse andato, morto, a bordo di quel trenino di legno.

Pian piano, hanno battuto sul cilindro-letto che era stato il suo involucro per un paio di ore. Non si è svegliato subito, ma dopo qualche minuto. Era un ragazzo di colore, non avrà avuto più di quarant'anni. Al custode che gli spiegava che non si poteva dormire in quel parco ha biascicato due parole: «Faceva freddo» e dopo «non davo noia a nessuno». Poi, con una maglietta di cotone troppo leggera per ripararlo, i jeans con cui aveva domito e gli occhi rossi di chi si è appena alzato è sparito. Non ha chiesto niente a nessuno e non ha voluto fornire spiegazioni a chi li aveva rivolto alcune domane. Quella immagine, però, così lontana da una cittadina di provincia e pubblicata sul sito del Tirreno ieri mattina ha fatto discutere. Sui social ha diviso che è stufo dei bivacchi nei parchi dedicati ai bambini e chi si è mosso a compassione. La questione resta aperta. «Da tempo - spiega Piero Becattini della Bellaria, che gestisce il parco - c’è una persona che dorme lì tra i giochi. Soprattutto, cerca un riparo dal freddo. La sera, dopo le sette scavalca dalla ferrovia e si mette a dormire per poi ripartire la mattina. Non dà noia a nessuno anche se crea disagi. Abbiamo provato più volte a parlarci, purtroppo senza arrivare a niente. Della questione sono stati avvisati i vigili urbani e gli assistenti sociali. Sono loro che devono aiutarci a trovare una soluzione».

Sul senzatetto che si ripara dal freddo nel trenino dei bambini interviene anche l’assessore al sociale Marco Cecchi.

«Come molti cittadini ho letto la notizia sul sito - dice l’assessore - capita spesso di avere segnalazioni di persone che non hanno una casa e che dormono i posti di fortuna, ricavati al momento. L’unica cosa che possiamo fare è dirottarli sul dormitorio a Ponsacco che gratuitamente ospita gli indigenti. Purtroppo, non è sempre facile avvicinare queste persone anche perché a volte vivono ai margini. C’è tutto un mondo di persone che arrivano alla stazione e che magari non hanno un permesso di soggiorno e non vogliono il nostro aiuto perché altrimenti potrebbero correre dei rischi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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