La protesta
Pontedera, il trenino di legno nel parco diventa un letto nel freddo della notte
Le temperature calano a picco e il senzatetto si ripara con una coperta tra i giochi della Montagnola
PONTEDERA. Faceva freddo. Allora ha scavalcato uno dei due cancelli che di notte proteggono il parco della Montagnola e ha cercato il luogo migliore per riparsi dal gelo che stava scendendo ben oltre gli zero gradi.
Si è infilato in un trenino di legno, un gioco per bambini accanto a cavalucci ed altalene e si è adagiato nel cilindro che rappresenta la caldaia della locomotiva, fasciato dalla testa ai piedi ad una coperta bianca. Un fagotto. Lo hanno trovato così la mattina del 29 dicembre le persone che andavano al lavoro, quelle che portavano il cane a spasso e il custode del parco. Non si muoveva. Qualcuno ha pensato che lì, in quel ponte di festa tra il Natale e la fine dell'anno se ne fosse andato a bordo di quel trenino di legno. Piano piano, hanno battuto sul cilindro-letto che era stato il suo involucro per un paio di ore. Non si è svegliato subito, ma dopo qualche minuto.
Era un ragazzo di colore, non avrà avuto più di quarant'anni. Al custode che gli spiegava che non si poteva dormire in quel parco ha biascicato due parole: "Faceva freddo" e dopo "non davo noia a nessuno". Poi, con una maglietta di cotone troppo leggera per ripararlo, i jeans con cui aveva domito e gli occhi rossi di chi si è appena alzato è sparito. Mentre chi aveva assistito alla scena tornava al lavoro, riportava il cane in casa e ripensava a quell'uomo.
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