Il Tirreno

Pontedera

Perizie, accertamenti, e un processo già fissato. Ma gli imputati restano in carcere

Sabrina Chiellini
Perizie, accertamenti, e un processo già fissato. Ma gli imputati restano in carcere

A distanza di mesi dall'arresto i due ventenni accusati di stupro il caso continua a dividere colpevolisti e innocentisti

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PONTEDERA. Una grave accusa: stupro di gruppo, aggravato dalla cessione di sostanze stupefacenti.  E’ quella rivolta a due ventenni di Pontedera, Mattia Rizza e Edoardo Nieri, che dall’inizio di agosto si trovano in carcere. Finora le richieste della difesa non sono servite ad ottenere per i due indagati un’attenuazione della misura cautelare. Ad accusarli è un’amica della ragazza che ha avuto rapporti sessuali con entrambi i ventenni durante una serata in villa, la casa dei nonni di uno dei due,  in cui poi è spuntato il Ghb.

La presunta vittima non aveva ricordi di quella serata. Ma si era sentita male ed era stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Lotti. L’amica le aveva più volte chiesto spiegazione, così racconta nella sua testimonianza, per il comportamento della sera precedente. Lei però aveva un’anmesia, non ricordava. Aveva bevuto troppo e si era sentita male. Era caduta, gli amici l’avevano aiutata a vestirsi e accompagnata a casa con l’amica. Una brutta storia. Al pronto soccorso, infatti, il pomeriggio successivo alla serata in villa, una dottoressa aveva intuito che la presunta vittima poteva avere assunto una droga. Da qui la denuncia e l’intervento della polizia che aveva attivato per la ventenne il codice rosa, un protocollo riservato alle vittime di violenze.

A distanza di mesi la divisione tra colpevolisti e innocentisti è sempre più netta. I ragazzi si difendono. Non hanno mai cambiato versione: “Non abbiamo messo noi la droga nelle bottiglie”. Confermano di avere avuto rapporti sessuali con la giovane che era consenziente.

Dall’altra parte, le ventenni accusano. E la ricostruzione della serata è sostenuta dalla testimonianza dell’amica. Dopo le consulenze sui contenuti delle bottiglie sequestrate nella villa, dove sono state trovate tracce di Ghb, per i due ventenni si sono aperte le porte del carcere di Pisa.

Un’ultima perizia effettuata sui capelli dei due amici e della presunta vittima apre la possibilità di una diversa ricostruzione della serata.  Di fatto non ci sarebbe la prova che il Ghb sia stato assunto dai tre. Ma questo, almeno per ora, non è servito a ridare la libertà ai due ventenni. I difensori si sono rivolti di nuovo al tribunale del riesame che si esprimerà a breve. Intanto il pm che segue l’inchiesta ha chiesto il giudizio immediato. Il processo si farà a marzo.

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