Il Tirreno

Pontedera

L'inchiesta dovrà far luce sulla morte di Maurizio Fratello

Sabrina Chiellini
Un'immagine scattata sul luogo dell'incidente (foto di Franco Silvi)
◗
Un'immagine scattata sul luogo dell'incidente (foto di Franco Silvi)

La cognata della vittima: "Non è giusto dare la colpa al destino, le responsabilità ci sono e vanno appurate". Accertamenti in corso sulle modalità di rinnovo della patente all'investitore che, andando in coma diabetico, ha provocato l'incidente

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Una morte assurda quella di Maurizio Fratello, 35 anni,  parrucchiere di Santa Maria a Monte anche se originario di Pontedera. L’uomo è stato travolto e ucciso mentre stava cambiando il disco orario alla sua  Polo, che era parcheggiata lungo via Della Repubblica, nel mese di ottobre. Alla guida dell’auto che lo ha investito c’era un automobilista ammalato. L’uomo è andato in coma diabetico proprio in quel momento. Sulla tragedia è stata aperta un’inchiesta. La Procura indaga sulla regolarità della segnaletica e sulle procedure seguite per rinnovare la patente al diabetico che proprio nel luglio scorso aveva ottenuto l’idoneità alla guida. I familiari di Fratello, che un mese fa, hanno organizzato una fiaccolata per ricordare Maurizio, chiedono al tempo stesso  che siano chiarite tutte le responsabilità nell’incidente. Vogliono giustizia.

Due famiglie nel dramma che in questi mesi di sofferenza non hanno trovato un punto di incontro. L’investitore, residente a Santa Maria a Monte, nei giorni successivi alla tragedia, ha chiesto scusa alla moglie e ai familiari del parrucchiere che, proprio per l’assurda dinamica dell’incidente, sembra quasi che quel giorno avesse un appuntamento con la morte. Si è trovato nel posto sbagliato, nel momento meno opportuno. Se Maurizio fosse uscito un minuto prima o un minuto dopo chissà come sarebbero andate le cose, forse l’incidente non avrebbe avuto le stesse conseguenze. Ma per lui il destino aveva deciso così.

"Quello che si è portato via Maurizio non è il destino. Ma ha un nome e un cognome. È quello della persona che gli ha tolto la vita. Come troppe volte accade sulle nostre strade. Ormai quella delle morti per incidenti stradali è una guerra ed è ora di dire basta. Servono strumenti normativi efficaci e severi". Nadia Maselli, cognata della vittima, non ha dubbi e chiede che l’automobilista si assuma la responsabilità dell’incidente.

La mattina della tragedia il 35enne era  stato sbalzato ed era rimasto schiacciato tra la sua auto e un'altra che era in sosta e che a sua volta era stata spinta contro un'altra vettura, una Opel Astra. "Lo abbiamo tirato fuori, era schiacciato sotto la macchina, non era cosciente”, avevano raccontato disperati alcuni testimoni . Intanto l'automobilista che ha causato l'incidente aveva proseguito la sua marcia e si era allontanato. Venne poi fermato dalla polizia municipale e dai carabinieri. Trasportato all’ospedale, i medici avevano confermato l’ipotesi del coma diabetico e lo avevano ricoverato.

Per vedere l’esito dell’inchiesta giudiziaria occorrerà del tempo, considerato anche che la Procura, oltre ai consueti accertamenti che si fanno dopo una tragedia sulla strada, ha chiesto ulteriori verifiche per capire come mai all’autista era stata rinnovata la patente, pur essendo ammalato di diabete con possibili scompensi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web