Il dolore
Un protocollo con il Cnr per salvare i castagneti
Il Comune di Castelnuovo ha rinnovato il piano per la salvaguardia delle piante Intanto, migliora la produzione. La Pro loco: «Questa è stata una buona annata»
CASTELNUOVO VALDICECINA. La battaglia è tutt’altro che vinta. Basta dare un’occhiata veloce ai dati per capirlo: la produzione locale di castagne resta ancora ad un terzo di quanto le piante riuscivano a garantire fino al 2012. Anche per questo il Comune di Castelnuovo ha rinnovato per altri due anni la convenzione con l’Istituto per la protezione delle piante del Cnr. L’obiettivo: un programma di ricerca «per il recupero dei castagneti situati nel territorio di Castelnuovo».
Del resto, la questione è di primaria importanza in questo lembo del Pisano che confina con la provincia di Grosseto. Qui, i castagni sono ovunque perfino nel gonfalone del Comune e per secolo, la pianta è stata la prima fonte di reddito economico. Alberi storici che circondano o sovrastano il monte che porta in paese ma che oggi producono poco, anzi pochissimo per colpa della “vespa cinese” conosciuta anche come “cinipide galligeno”.
«La situazione è preoccupante - spiega il sindaco Alberto Ferrini - e per questo abbiamo deciso di rinnovare per altri due anni la convenzione con il Cnr di Firenze. Contro la “vespa cinese” sono stati liberati degli insetti considerati l’antagonista naturale». Spetta a questi parassiti distruggere, in modo naturale, i flagelli dei castagni. Solo, che per registrare i primi benefici servono degli anni.
«La campagna avviata sta andando bene - continua il sindaco - ma per raccoglierne i frutti, in tutti i sensi, servirà del tempo».
Ad onor del vero, i primi segnali si stanno già vedendo e ne è una riprova il fatto che la Pro Loco lo scorso ottobre non sia dovuta ricorrere a castagne comprate «a destra e a sinistra», per dirla con le parole del presidente Bruno Ciampini per tenere in piedi un evento che va avanti per due giorni.
«Probabilmente hanno influito le piogge e il clima strano dell’estate - dice Ciampini - fatto sta che il raccolto è stato in ripresa. Come Pro Loco siamo riusciti a garantire 7-8 quintali di castagne provenienti dai nostri monti». L’anno prima i volontari si fermarono solo a 2 quintali e mezzo e la festa fu a serio rischio.
L’attenzione, però, resta alta. Di qui, il rinnovo della convenzione con il Cnr. Il contratto, stanziati a bilancio quattromila euro all’anno, servirà a tutelare «il valore economico e paesaggistico» delle piante e per verificare «lo stato vegetativo degli impianti, e gli effetti delle malattie quali il cancro della corteccia e il mal dell’inchiostro».
Non si punta solo al valore economico ma anche a quello storico dal momento che sarà intrapresa anche una campagna di «salvaguardia degli alberi più vecchi, considerati monumentali».
Rino Bucci
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