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Parti civili, Comuni indecisi

Parti civili, Comuni indecisi

Sversamenti nell’Usciana: le tre amministrazioni stanno valutando il caso

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SANTA CROCE SULL’ARNO. «Stiamo valutando la questione con i nostri avvocati. Dobbiamo capire se la cosa è tecnicamente possibile». È questa la posizione dei tre Comuni lambiti dall’Usciana in merito alla possibile costituzione di parte civile nel processo sui fatti del depuratore di Ponte a Cappiano.

La questione, ormai nota, è quella dei presunti scarichi abusivi in Usciana, esplosa nel 2013, che vede alla sbarra l’allora presidente del Consorzio conciatori di Fucecchio Massimo Banti e il direttore generale Claudio Brotini. Il processo si aprirà tra un decina di giorni, con la prima udienza fissata per giovedì 8 gennaio. Ancora oggi, tuttavia, i Comuni attraversati dal fiume non sanno se potranno prendere parte o meno al dibattimento. Fa eccezione il solo Comune di Fucecchio che lo scorso novembre ha provveduto a costituirsi parte civile. Da qui la richiesta, avanzata in questi giorni dall’avvocato Luca Scarselli dell’Unione Inquilini, per capire se anche le amministrazioni di Santa Croce, Castelfranco e Santa Maria a Monte intendono fare altrettanto. «Vogliamo ricordare - ha scritto Scarselli - che l’8 gennaio scade il termine utile per farlo».

A rispondere, attraverso una breve nota, è il sindaco di Santa Croce Giulia Deidda anche a nome dei colleghi Gabriele Toti di Castelfranco e Ilaria Parrella di Santa Maria a Monte: «Gli sviluppi processuali erano ovviamente all’attenzione delle amministrazioni – si legge nella nota firmata dai sindaci - le quali hanno tuttora in corso le valutazioni del caso in ordine all’effettiva sussistenza dei presupposti per la costituzione di parte civile. La prossima settimana ci riuniremo e faremo le nostre scelte in maniera unitaria».

A detta dei tre Comuni, quindi, la costituzione di parte civile potrebbe non essere possibile: «La volontà da parte nostra c’era e rimane – aggiunge l’assessore all’ambiente di Castelfranco Federico Grossi – anche alla luce della mozione approvata nel 2013 che impegnava la giunta in questo senso. Tuttavia, sembra che solo lo Stato, tramite l’avvocatura, sia legittimato a costituirsi parte civile nei processi contro l’ambiente. Diverso il discorso di Fucecchio nel cui territorio si è consumato il reato». (g.p.)

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