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Cascina, l’incubo della banda del “flessibile”

L’inferriata divelta e lasciata appoggiata in un angolo
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L’inferriata divelta e lasciata appoggiata in un angolo

Santo Stefano di passione per alcune famiglie del Cascinese. Aperte tre casseforti, danni per decine di migliaia di euro

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CASCINA. Girano “armati” di flessibili, mole, prolunghe con cavi elettrici e piedi di porco. Indossano guanti per non lasciare impronte. Entrano nelle case e si muovono come barbari saccheggiatori, spinti dalla bramosia di arraffare il più in fretta possibile oro e soldi. Il loro passaggio somiglia alla furia di una tromba d’aria. Sanno di avere i minuti contati, travolgono tutto quello che trovano. Non hanno rispetto di affetti, bambini, ricordi. Si muovono in branco, almeno in quattro, e quando se ne vanno dalle case prese di mira lasciano porte e finestre divelte dai cardini. Smurate, piegate, distrutte con la facilità con cui normalmente si apre una scatoletta di tonno.

È una scena da paura quella che alcune famiglie del Cascinese hanno trovato, l’altra sera, al rientro da una giornata di festa o di lavoro. Un incubo. La casa violata. Una violenza che solo chi la prova riesce a capire. I ladri che in questi ultimi giorni hanno colpito nel Cascinese, a Marciana come a Musigliano, sono una banda ben organizzata. Il loro obiettivo sono le casseforti. Tre ne hanno aperte, sempre con il flessibile, nella giornata di Santo Stefano, portando via tutto quello che c’era all’interno. Soldi e monili d’oro, in modo particolare. Trascurati gli oggetti d’argento e le perle, spesso trovati sparsi sul pavimento delle case devastate dalla violenza dei ladri.

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Poco distante da Marciana, dove la vigilia di Natale i ladri hanno rubato anche una pistola, sono stati presi di mira due appartamenti al primo piano dello stesso palazzo nella frazione di San Benedetto a Settimo. Un colpo questo messo a segno nel pomeriggio mentre i proprietari non c’erano. I “topi” hanno tagliato con il flessibile una cassaforte, poi “ripulita” di tutto quello che conteneva. Oltre all’oro, i malviventi, che si sono pure feriti, hanno portato via borse Louis Vuitton e Borbonese, servite forse per portare via gli oggetti rubati dopo che i ladri ne hanno lasciata un’altra, piccola e di colore nero. Oltre al valore della refurtiva le famiglie derubate dovranno mettere in conto le spese per ripristinare porte e infissi. Per entrare, infatti, i ladri hanno tagliato e divelto le inferriate in ferro di due finestre e di una porta-finestra collegate ad un terrazzo dove si erano arrampicati come gatti. Un lavoro che avrà richiesto almeno un’ora di tempo. Una volta all’interno, hanno colpito con un pezzo di legno una porta fino a quando non sono riusciti ad aprirla. Ma né il rumore del flessibile, né i colpi contro finestre e porte hanno richiamato le attenzioni del vicinato. Anche nei piccoli paesi a volte si può essere vittime dell’indifferenza. Solo di sera, alle 21, i cittadini colpiti dai ladri hanno capito e visto cosa era successo durante la loro assenza.

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Immediata la richiesta di intervento ai carabinieri della compagnia di Pontedera, intervenuti con una pattuglia di Navacchio e la mattina di ieri con una pattuglia di Cascina. Effettuati i rilievi e ricostruito il “lavoro” dei malviventi, non è rimasto che mettersi a contare i danni, oltre ad eventuali tracce lasciate dai ladri-vandali. Un ulteriore disagio: ricostruire pezzi di vita, rimettendo a posto cassetti dilaniati dalla fretta, dove tutto sembra passato sotto la spinta della centrifuga.

 

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