Sicurezza
Svaligiato appartamento in pieno centro a Pontedera
Presa di mira l'abitazione di una psicologa in via della Misericordia: "E' il secondo furto che subisco in pochi mesi"
PONTEDERA. «Di solito sono io a fargli visita in carcere, occupandomi come psicologa psicoterapeuta, tra le altre cose, di periziare i criminali, ma stavolta sono stati loro a venirmi a trovare, e direttamente nella mia abitazione in centro». Federica Guerrini, di Pontedera, racconta la sua esperienza con i ladri che le sono entrati in casa il giorno di Natale.
«È il secondo furto che subisco in pochi mesi. L'ultima volta, in pieno giorno, avevano rotto il vetro della macchina parcheggiata di fronte al negozio "Niccolaioni”. Nella fretta avevo lasciato una borsa in vista contenente cinque blocchetti di fatture e una cartellina di bollette destinate al mio commercialista».
La seconda spiacevole disavventura è accaduta la sera di Natale. «Avevo deciso di non portare con me Luna, la mia cagnolina per terminare velocemente, e come al solito all'ultimo momento, l'acquisto dei regali nelle bancarelle che guarnivano il centro». La donna è uscita dalle 17 alle 20. Al suo rientro si è trovata di fronte al fatto compiuto.
«La scena appena entrata è stata raccapricciante. Tutti i cassetti della casa aperti e perfino i mobili di cucina dove per fortuna hanno trovato una scatoletta di mais con cui hanno evidentemente sedato la mia golosissima cagnolina». L’entità del furto è stata "minima". «Non amo l'oro: avevo solo alcune cose tra cui due minuscole campanelle di mia nonna, campanelline di oro giallo pagate "una lira" che mia nonna si era procurata a forza di vender uova. Poi alcuni anelli, una croce, delle medagliette, una catenina, un cuoricino, un diamante. Ma hanno lasciato il computer sul tavolo».
Il disordine era ovunque, come Guerrini ha scritto anche su Facebook. «Ho trovato tutti i miei vestiti sul letto, tutti i farmaci sparsi, foto ovunque e perfino le sedie sopra il letto». Grande la paura. «È normale poiché ci difendiamo anche inconsciamente dalla possibilità che le avversità che ci accadono si ripresentino. E' provato che dopo un trauma la mente sia spinta a riviverlo in modo e in particolare nei flashback e nei sogni: la mente riproduce le scene traumatiche che affiorano alla coscienza anche se non lo vogliamo. Questo serve in realtà a trovare risorse interne per vincere e controllare le avversità. Noi umani non tolleriamo l'impotenza e dunque riviviamo il trauma per trovare il modo di evitarlo di nuovo! Lo so è paradossale ma ci fa sentire in realtà inconsciamente più forti anche se ci condanna alla paura e agli incubi! Di solito, per eventi non troppo traumatici, tutto passa in qualche ora o in qualche giorno…».
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