Il dolore
Morto bambino di quattro mesi e mezzo
La famiglia ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Aperta un’inchiesta su eventuali responsabilità
PONTEDERA. Il piccolo Mikel Chison aveva quattro mesi e mezzo. È morto appena l’ambulanza lo aveva trasportato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove era stato trasferito su richiesta dei medici del pronto soccorso dell’ospedale di Pontedera. Il suo cuoricino si è fermato per sempre, anche se il personale dell’emergenza ha tentato tutte le manovre possibili quando il bambino è andato in arresto cardiaco, sotto gli occhi disperati della madre, Obi Chinyeka, 34 anni, casalinga, di origini nigeriane, residente a Pontedera da circa dieci anni.
Un calvario, quello del bimbo e della sua famiglia, iniziato all’inizio del mese di dicembre, come si racconta in un esposto che i genitori hanno presentato alla Procura della Repubblica di Pisa chiedendo di fare luce sulle cause della morte del figlio e sulle eventuali responsabilità. Dopo l’esposto è stata aperta un’inchiesta e i carabinieri hanno acquisito cartelle cliniche e documentazione che riguarda le cure prestate al bambino da quando, per la prima volta, i genitori lo hanno portato al pronto soccorso dell’ospedale Lotti perché aveva una forte diarrea di cui temevano le conseguenze.
Il 5 dicembre, quando è stato ricoverato per la prima volta, il bimbo era stato dimesso dopo alcuni giorni e gli era stato prescritto un esame specialistico al cuore, da effettuare all’ospedale pediatrico di Massa. La visita, sempre secondo il racconto dei genitori, è stata effettuata la mattina del 16. «Siamo stati a Massa, ci ha accompagnato un’ambulanza della Croce Rossa – racconta la madre – non sono emersi problemi, ci è stato chiesto di continuare con l’allattamento come avevamo fatto fino a quel momento. E così avremmo dovuto fare fino a febbraio».
Il 17 dicembre la donna ha portato il figlio per una ulteriore visita di controllo nel reparto di pediatria del Lotti, secondo quanto era stato richiesto dai medici quando il piccolo era stato dimesso dopo il ricovero iniziato il 5 dicembre.
«Anche questa volta – raccontano i genitori – non c’è stato detto di preoccuparci. Insomma, non era stata scoperta la causa di quella forma di diarrea».
La sera del 17 il dramma. Alle 20 il bambino, dopo avere preso il latte, ha cominciato a rimettere. «Stava sempre peggio – aggiunge la madre – dopo un po’ sono cominciate altre scariche di diarrea. Ho chiamato il 118 e siamo andati al pronto soccorso dell’ospedale Lotti». Nell’ospedale di Pontedera il bimbo è rimasto fino alle 7 del mattino. Poi i medici, considerata la gravità della situazione, ne hanno disposto il trasferimento all’ospedale pediatrico di Firenze. «Durante il viaggio – si sfoga la donna – la situazione è precipitata e non c’è stato niente da fare». Sul dramma è stata subito aperta un’inchiesta affidata al sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni. L’autopsia è stata effettuata a Firenze, anche se l’incarico è stato affidato a una dottoressa dell’istituto di medicina legale di Pisa. Per avere le prime risposte saranno necessari i risultati degli esami istologici. La famiglia teme che il bambino sia morto per le conseguenze di una forte disidratazione. Le indagini faranno chiarezza sulle cause.
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