Il Tirreno

Pontedera

Perché non si ripeta il dramma di Francesco

di Tommaso Silvi
Perché non si ripeta il dramma di Francesco

Al campo della Stella Azzura arriva un defibrillatore. Qui, il 5 marzo 2013, morì un 22enne durante una partita di calcetto

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PONTEDERA. Il presidente della Stella Azzurra Michele Stella lo ha presentato come «un prezioso regalo di Natale per tutti i bambini della società». L’augurio, naturalmente, è di non utilizzarlo mai. Ma a distanza di quasi due anni da quel terribile 5 marzo 2013, nella mente di tutti è ancora fresco il ricordo di Francesco Boschi. 22 anni, una partitella a calcetto con gli amici. L’ultima della sua vita per il giovane di San Donato, nel comune di Santa Maria a Monte. Il respiro affannato, seduto sulla panchina di quel campo di calcio a 5 che oggi dorme sotto i riflettori spenti a pochi metri da decine di bambini festanti, in attesa del dono di Natale da parte della società di cui portano il nome sul petto giocando a calcio. Una delle più longeve di Pontedera. Francesco, dopo oltre un’ora di massaggio cardiaco e la corsa in ospedale, si spense nello sconforto di amici e familiari.

Proprio da qui è voluto ripartire Michele Stella nel giorno in cui nell’impianto sportivo del quartiere Villaggio Piaggio si celebra la consegna di un defibrillatore donato dal Lions Club Pontedera-Valdera. «Fermatevi un attimo e pensate a chi è stato meno fortunato di voi. Pochi secondi di riflessione per comprendere l’importanza del dono che ci è stato fatto, e magari, una volta diventati maggiorenni, prenderete parte ai corsi di formazione per saperlo utilizzare».

Bambini, genitori, allenatori e rappresentanti del gruppo sportivo si incontrano per l’ultima volta prima di Natale. Nel loggiato esterno dell’impianto sportivo un lungo tavolo è coperto dai panettoni che successivamente verranno consegnati ai piccoli atleti. È l’occasione per scambiarsi gli auguri. Prima però le attenzioni si rivolgono al marchingegno elettronico, racchiuso in una custodia di plastica. E a spiegare quanto sia importante possederne uno è Sandro Iacoponi, presidente del Lions Club Pontedera-Valdera. «Il nostro club spesso si sostituisce alle mancanze dello Stato e dei Comuni. In questo caso diamo il nostro contributo attraverso uno strumento che, se usato nei 60 secondi successivi al malore, nel 90% dei casi salva la vita. Presto verranno organizzati corsi di formazione per gli allenatori e per coloro che gravitano all’interno della struttura della Stella Azzurra e dell’Era Calcio, ma vorrei che a saperlo utilizzare fossero anche i bambini. A tal proposito ho già contattato il professor Maurizio Cecchini, disponibile a fare da insegnante».

E non è un caso che Michele Stella definisca come un “regalo” il defibrillatore. L’intera somma per l’acquisto, infatti, è stata versata dal Lions Club Pontedera-Valdera. Fondi che sono stati raccolti grazie all’iniziativa “Castagne e Vino”, svoltasi nel novembre scorso al parco dei Platani, in località San Ruffino, nel comune di Lari. «Siamo riusciti a radunare 227 persone a cena e con le loro donazioni abbiamo raccolto oltre 3mila euro, con i quali abbiamo aiutato sia la Stella Azzurra che i Fratres di Ponsacco», spiega Sandro Iacoponi. In chiusura le parole dell’assessore Matteo Franconi: «Una donazione importante, quella dei Lions, a un mese dall’entrata in vigore della nuova normativa che obbligherà ogni struttura sportiva a possedere un defibrillatore. Da oggi anche alla Stella Azzurra, dove svolgono attività sportiva 150 bambini, ce ne sarà uno. E attraverso le lezioni, che partiranno a breve, in molti tra dirigenti e allenatori impareranno ad usarlo. Non sono manovre difficili, ma nella maggior parte dei casi sono determinanti per evitare una tragedia».

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