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Le grandi griffe contro il lavoro nero

Gabriele Firmani
Lavorazione delle pelli in un laboratorio artiginale (foto Franco Silvi)
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Lavorazione delle pelli in un laboratorio artiginale (foto Franco Silvi)

Siglato un accordo in Regione che tutela la sicurezza nelle aziende e nei laboratori artigianali del settore pelle

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SANTA CROCE. Le grandi griffe della moda accettano di divenire garanti in prima persona delle condizioni di sicurezza e legalità, assicurate in tutte le aziende e laboratori artigianali da parte dei propri fornitori e sub-fornitori. Saranno direttamente i grandi marchi a consegnare al nuovo soggetto regionale, che sarà incaricato dal 2015 di effettuare i controlli nell’intero settore della pelletteria, la lista completa di tutte le realtà produttive che vanno a comporre la propria filiera.

Per effettuare i controlli, la nuova struttura denominata “Tavolo di monitoraggio regionale della filiera della pelletteria”, si avvarrà sia dei tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, già dipendenti Asl, sia di nuove unità di personale, adeguatamente formate, che la Regione andrà ad ereditare dal prossimo anno dalle Province. Qualora dovessero essere riscontrate delle irregolarità, all’interno dei laboratori artigiani o delle aziende dei fornitori e sub fornitori dei grandi marchi, o questi si adegueranno immediatamente alle normative, oppure la grande griffe avrà l’obbligo di interrompere il rapporto di collaborazione con la realtà produttiva oggetto di una segnalazione da parte degli ispettori.

L’adesione al nuovo protocollo per la certificazione della filiera della pelletteria, avverrà su base volontaria: hanno già espresso, fra i grandi marchi operanti in Toscana, la propria volontà di adesione, Gucci, Ferragamo e Fendi. Contatti, da parte della Regione, sono già stati avviati anche con Prada, Montblanc e Bulgari, «Dopo aver vinto la battaglia ambientale nel distretto conciario di Pontedera - afferma il presidente della Regione, Enrico Rossi - adesso, nel settore della pelletteria, è arrivato il momento di vincere anche la battaglia sociale legata ai diritti dei lavoratori del settore. L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di combattere abusi, lavoro nero, illegalità e evasione fiscale, per fare della Toscana la prima regione nel mondo della moda etica».

A firmare ieri mattina in Regione il nuovo protocollo di intesa per l’istituzione del soggetto regionale incaricato dei controlli nel settore della pelletteria, sono stati i rappresenti di Cna Toscana, il presidente della sezione pelletteria di Confindustria Firenze, Franco Baccani, assieme ai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Assenti invece al tavolo dei firmatari, poiché in rotta con le affermazioni di due giorni fa di Enrico Rossi, che aveva definito “pirateria” il servizio di Report sui laboratori cinesi sub-fornitori di Gucci, «che offendeva l’immagine di una Toscana impegnata invece quotidianamente - aveva detto il governatore - nella lotta all’illegalità e al lavoro nero», i rappresentanti di Confartigianato Toscana, che pure avevano dichiarato in un primo momento la propria volontà di adesione al protocollo.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10545193:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2014/12/22/news/report-accusa-gucci-sfrutta-i-cinesi-e-rossi-s-indigna-1.10545193]]

A ciascuna associazione di categoria spetterà adesso di invitare i propri associati nel settore della pelletteria ad aderire al sistema di monitoraggio: tutte le aziende che accetteranno di sottoporsi ai controlli, potranno godere di premialità e riserve sui bandi regionali per gli aiuti alle imprese, oltre che di sgravi fiscali sull’Irap che dovranno essere definiti dalla cabina di regia regionale che sarà insediata a inizio 2015.

Profonda soddisfazione per la firma dell’accordo è stata espressa dal segretario della Cgil Filctem Firenze, Bernardo Marasco. «Per la prima - sottolinea - si determina il principio dell’assunzione di responsabilità della capofila sull’intera catena sottostante. Un passo unico in Italia, che non è eresia definire storico ed epocale: il laboratorio che impiega lavoratori a nero - continua Marasco - che adesso sarà più facilmente rintracciabile e perseguibile, non soltanto lede i diritti dei propri lavoratori ma sottrae lavoro ai propri concorrenti che operano invece nella legalità”.

Un giudizio positivo rispetto all’accordo è stato espresso, anche dalla vicepresidente di Gucci, Micaela Le Divelec, presente alla firma del protocollo: «Si tratta di un percorso per la tracciabilità della filiera che abbiamo intrapreso da tempo. Occorre - ha detto Le Divelec - che al nuovo tavolo di coordinamento siano affidati veri poteri sanzionatori, che possano condurre realmente alla chiusura dei laboratori che operano fuori dalla legalità».

 

 

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