La protesta
Pontedera, lo shopping natalizio “parallelo” fatto dai ladri
Dilagano i furti nei negozi, commessi e commercianti sono con gli occhi puntati sui clienti che “armati” di borse schermate si fanno regali senza pagare
PONTEDERA. C’è un altro shopping di Natale. È quello parallelo dei ladri che con giochi di abilità riescono a fare sparire dai negozi, ovviamente senza spendere un centesimo, capi di abbigliamento, profumi, occhiali, trucchi, oggetti per la casa. C’è di tutto e di più nella lunga lista della merce esposta che viene rubata dai negozi del centro di Pontedera.
Non sono solo i grandi magazzini a soffrire del problema. Anche catene in franchising, negozi di vicinato. Nessuna categoria è risparmiata dal problema dei taccheggi. In questi giorni di acquisti natalizi tra gli addetti alle vendite c’è la massima allerta. Non solo pensano alle vendite e a fare quadrare le esigenze dei budget in tempi di crisi. Ma hanno gli occhi puntati sui clienti che, approfittando della folla, colgono l’occasione per tornare a casa con le borse piene di oggetti rigorosamente non pagati.
Abbiamo provato a chiedere quanto incide il fenomeno in città in questi giorni di corsa agli acquisti, anche se rallentata dalla crisi. «Solo nel mese di novembre abbiamo avuto sei furti – racconta Federico Petrolo della profumeria Marionnaud di corso Matteotti – entrano con le borse schermate e portano via profumi, trattamenti, tutto quello che riescono a prendere. Pochi giorni fa hanno fatto sparire la merce da un espositore di Chanel. Di solito entrano in tre o in quattro. Quando ci rendiamo conto che manca la merce, li guardiamo dalle telecamere e ci rendiamo conto anche di come fanno a prendere gli oggetti. Abbiamo avuto a che fare anche con una coppia: lui aveva il piumino schermato, lei una borsa con taglio laterale». Deve essere stato un “gioco” per la donna beffarsi del sistema anti taccheggio dopo avere nascosto i profumi nella borsa.
«Dobbiamo stare sempre con gli occhi attenti – spiega Annalisa Vannucci di MMilano, abbigliamento – i furti sono all’ordine del giorno, purtroppo. Spesso sono le ragazzine, anche quelle di buona famiglia o che si presentano in maniera da non destare sospetti, quelle che ci riservano brutte sorprese. Portano via dalla maglietta agli abiti». Come fanno? «Difficile dirlo. Certo è che spesso troviamo i dispositivi degli anti taccheggio che sono stati rotti e poi nascosti tra gli indumenti. Entrano nei camerini, si provano più capi e poi non restituiscono tutto quello che hanno provato». Furti di capi griffati e costosi sono avvenuti in altri negozi di abbigliamento del centro di Pontedera.
Stessa situazione nella profumeria Okkasio di via Saffi o Venus in corso Matteotti. «A volte i furti sono commessi da persone impensabili, clienti fissi – dice Marco Pettinelli – altre, devo dire la maggior parte, da stranieri, spesso slavi o romeni. Rubano un po’ di tutto compresi i tester. Entrano i due, fingono di non conoscersi. Mentre uno fa domande alla commessa – dice Valentina Pettinelli – l’altro porta via quello che trova a portata di mano dagli scaffali. Più volte abbiamo inseguito i ladri, anche con mia sorella. Ma non sempre abbiamo trovato persone disposte a darci una mano nell’inseguimento».
Un’altra catena presa di mira è Tezenis. Tre mesi fa il personale ha fatto l’inventario e dall’inizio dell’anno erano spariti 750 pezzi. Pure gli occhiali da sole e da vista non si salvano dal fenomeno, come confermano all’ottica Arcolini e Meucci. «Pochi giorni fa abbiamo avuto a che fare con uno straniero che ha già rubato nel nostro negozio – dicono da Arcolini – ma questa volta si è solo soffermato e, avendo capito di essere stato individuato, non si è fermato».
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