Sicurezza
Nel presepe di don Armando l'invito a fermare la strage degli innocenti
"Quanto durerà l'ora di Erode?", spinge a riflettere il religioso. La Natività, allestita nella chiesa di Perignano, è in un box per bambini
PERIGNANO. La Natività, statuine tradizionali, è adagiata dentro un box per bambini.Dopo il presepe anti-slot o quello per riflettere sull’immigrazione, don Armando Zappolini, parroco di Perignano, quest’anno porta nel presepe un tema di grande attualità: la strage degli innocenti. Bambini uccisi dalla violenza dei genitori, dalla guerra e dalla fame. “Da 2000 anni la gioia della nascita di Gesù è offuscata dalla strage degli innocenti. Quando ancora durerà l’ora di Erode?”, chiede uno dei volantini che accompagnano la Natività adagiata in un box per bambini, circondato da giocattoli ma anche immagini e testi che invitano a riflettere sull’infanzia violata.
“Se neanche i bambini riescono a fermare la violenza _ dice il parroco, alla fine della messa, presentando il “suo” presepe _ significa che ormai è stato superato ogni limite. Il vero Erode dei nostri tempi è la fame del mondo, ancora più grave dell’Isis, del terrorismo e delle guerre o della follia di un genitore, dietro alla quale c’è sempre un dramma umano, che arriva a uccidere il figlio. Ogni giorno muoiono di fame e malnutrizione 26mila bambini: una strage continua. Dobbiamo fare qualcosa per interrompere un sistema economico e politico che produce morti ogni giorno”.
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Una “pagina” del presepe allestito nella chiesa di Perignano, finito di preparare sabato 20, è dedicata a Loris Stival, un altro piccolo innocente, ucciso a Santa Croce Camerina. Tanti fatti con un unico filo conduttore: la strage degli innocenti che, ricorda il parroco, deve essere fermata. Don Armando esponente di spicco dell'antimafia sociale, è referente provinciale di Libera e presidente regionale del Coordinamento nazionale delle Comunità d'accoglienza. Ormai da tempo, coglie l’occasione del Natale per allestire un presepe a tema e invitare i parrocchiani (ma non solo…) a riflettere su tempi di grande attualità.
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