Gioco
Un “polmone” esteso su 210 ettari che doveva portare sviluppo “verde”
L’area protetta di Germagnana e Montalto, istituita nel 2005 ma mai divenuta effettiva, si estende su un territorio totale di 210 ettari, di cui 140 nel territorio di San Miniato e 70 in quello di...
L’area protetta di Germagnana e Montalto, istituita nel 2005 ma mai divenuta effettiva, si estende su un territorio totale di 210 ettari, di cui 140 nel territorio di San Miniato e 70 in quello di Montopoli Valdarno. Attraversata dal torrente Vaghera, la zona si presenta come un mosaico collinare caratterizzato dal secolare intervento dell’uomo, dove vigne, olivete e altre colture
si alternano a spazi boscosi e ad una serie di attività agrituristiche, conservando anche alcune rilevanze archeologiche di epoca etrusca e medioevale. Nelle intenzioni del progetto, l’idea era quella di farne un modello per la gestione dei territori rurali, con la creazione
di un “parco” aperto dove realizzare spazi didattici, sentieri e strutture per la fruizione del verde. Il tutto accompagnato dal mantenimento e potenziamento della biodiversità, la tutela degli habitat e delle specie vegetali e animali, la creazione di un sistema agricolo e rurale ecosostenibile, nonché la valorizzazione storico-culturale del sito. Per la creazione effettiva dell’Anpil, la legge regionale prevedeva la stesura di un regolamento condiviso tra le due amministrazioni comunali e la creazione di un Comitato di gestione che avrebbe incluso tutti gli operatori coinvolti, in particolare proprietari, tartufai e associazioni venatorie. (g.p.)
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