Sicurezza
L’Area protetta, dopo tanto parlare, non si farà
Cala il sipario (forse definitivamente) sul progetto che coinvolge da anni San Miniato e Montopoli
SAN MINIATO. Il colpo di scena è stato annunciato nella serata di giovedì: l’area protetta di Germagnana e Montalto non si farà più, almeno non nella forma ipotizzata in oltre nove anni di continuo tira e molla. A segnare la svolta, l’imminente approdo in consiglio regionale di un disegno di legge che andrà a rivedere le norme per la regolamentazione delle aree protette, prevedendo la scomparsa delle cosiddette Anpil (le Aree naturali protette di interesse locale). Da qui la cancellazione, ancor prima di nascere, della Anpil di Germagnana e Montalto, ideata nel 2005 a cavallo tra i comuni di Montopoli e San Miniato. Un progetto rimasto al palo, per anni, in attesa di un regolamento congiunto tra le due amministrazioni che solo poche settimane fa sembrava ormai prossimo al traguardo. La nuove legge, adesso, lascerà ai Comuni un anno di tempo per decidere come e in quali forme perseguire il recupero e la valorizzazione dell’area.
Le nuove norme. L’annuncio è stato dato alla Casa del Popolo di Ponte a Egola nell’incontro organizzato con le categorie coinvolte: proprietari, associazioni venatorie, tartufai, nonché le strutture ricettive ricadenti nell’area. Presenti gli assessori Giacomo Gozzini e Manola Guazzini per il Comune di San Miniato e Alessandro Varallo di Montopoli, che hanno comunicato la decisione di stralciare il progetto Anpil alla luce di un incontro avuto nei giorni scorsi con l’assessorato regionale all’ambiente. «Il disegno di legge 354, che andrà in discussione a gennaio – spiega l’assessore Manola Guazzini – ha previsto l’eliminazione delle Anpil recependo le norme nazionali che non le prevedono».
Il futuro. La nuova legge, tuttavia, lascerà ai Comuni due soluzioni possibili: trasformare l’Anpil in una vera e propria riserva protetta gestita dalla Provincia, con conseguente divieto all’attività venatoria, oppure gestire la valorizzazione attraverso i consueti strumenti urbanistici. Ed è quest’ultima la strada che i due Comuni hanno deciso di imboccare. «L’area non ha i presupposti né le caratteristiche per farne una riserva – spiega Guazzini – Allo stesso tempo, però, rimane la volontà di valorizzarla. Per questo abbiamo deciso di effettuare dei sopralluoghi sul posto con gli operatori coinvolti. Il primo è fissato al 17 gennaio». La zona, del resto, al di là delle normative regionali, conserva ancora la qualifica come “Sito di interesse comunitario” (cosiddetto Sic).
Le perplessità dei cacciatori. Un interesse, tuttavia, sul quale il mondo venatorio ha espresso a più riprese i propri dubbi schierandosi contro l’istituzione di un’area protetta. Posizione dettata non tanto dal timore di un divieto alla caccia (mai previsto dal progetto Anpil) quanto per una questione di «inutilità» in un’area fortemente antropizzata, vicina ai centri abitati e costellata di agriturismi. Il tutto con il timore che l’istituzione dell’Anpil potesse aprire le porte a interventi che poco hanno a che fare con la tutela della biodiversità. Una posizione ribadita anche giovedì dal segretario Federcaccia di San Miniato Piero Taddeini in rappresentanza delle associazioni presenti.
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