Finanza
Se anche lo Scolmatore è a rischio “sciopero”
La protesta dei dipendenti della Provincia arriva anche a Pontedera. Uno striscione informa i cittadini che lo “Scolmatore è chiuso” a causa dei licenziamenti, con i pericoli che la cosa comporta
PONTEDERA. La protesta dei dipendenti della Provincia di Pisa arriva anche a Pontedera. Uno striscione significativo quanto inquietante informa i cittadini che lo “Scolmatore è chiuso” a causa dei licenziamenti. Se ci fosse una emergenza meteo o comunque una piena dell’Arno il 10 gennaio, quando sarà entrata a regime la riforma delle Province, non ci sarebbe personale in grado di occuparsi della gestione dello Scolmatore. Da chi sarà gestito il servizio idraulico?
Al momento la domanda è drammaticamente senza risposta. E questo riguarda non solo lo Scolmatore ma tutte le emergenze sui fiumi e canali che sono di competenza della Provincia. Uno spiraglio arriva da un’ipotesi di proroga del taglio del personale. Ma è tutto da capire. Ieri i lavoratori della Provincia hanno sfilato in corteo nel centro della città per protestare contro i tagli che mettono a rischio 250 posti soltanto a Pisa. Il 18 dicembre oltre 300 dipendenti dell’ente di piazza Vittorio Emanuele hanno incrociato le braccia e occupato la sede della Provincia. Un’azione che si inserisce nella mobilitazione nazionale indetta da Cgil, Cisl e Uil per cercare di fermare l’emendamento proposto dal governo alla legge di Stabilità, approvato dalla V commissione del Senato, che prevede la riduzione del 50% della dotazione organica delle Province, mobilità per due anni con l’80% dello stipendio base e, se non ricollocati in altri enti, licenziamento dei dipendenti.
A Pisa arriveranno 10 milioni di euro in meno rispetto al 2014 (il 50%) e per la Provincia diventerà ancora più difficile gestire i servizi, tra cui una rete stradale di 1.100 chilometri, manutenzione del territorio e di scuole. «Manca un tavolo di regia anche a livello locale - accusa Cinzia Ferrante, segretaria Cisl-Fp -. Il Comune di Pisa assumerà 57 persone mediante concorso, senza preoccuparsi degli esuberi che scatteranno in Provincia». L’occupazione, che trova anche il sostegno dei Cobas, durerà fino a quando il governo non fornirà risposte sul futuro dei lavoratori, che hanno chiesto un incontro al prefetto. «Se ci chiama il prefetto andremo - dice il presidente della Provincia Marco Filippeschi - ma porteremo una posizione di contrasto a scelte ingiuste e irrazionali».
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