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Fi-Pi-Li, spunta l’ipotesi del pedaggio “selettivo”

Giacomo Pelfer
Un momento dell'incontro con il viceministro Riccardo Nencini (secondo da destra)
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Un momento dell'incontro con il viceministro Riccardo Nencini (secondo da destra)

Il grido d’allarme degli imprenditori del Cuoio fa breccia nel governo che pensa di escludere i residenti

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PONTE A EGOLA. Un pedaggio “selettivo”, che escluda i residenti o le imprese lungo una determinata fascia di chilometri, da applicare per sempre oppure solo per i primi anni. Tante ipotesi sul tavolo, tutte ancora da valutare, che confermano comunque l’intenzione, già avviata, di andare verso una futura Fi-Pi-Li a pagamento. A dirlo, del resto, è lo stesso Riccardo Nencini, viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti del Governo Renzi, ospite il 15 dicembre pomeriggio nella sede del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola. Una tappa, quella nel Valdarno, che ha rappresentato l’occasione di un faccia a faccia, insieme al presidente del Consorzio Michele Matteoli, sul tema delle infrastrutture a servizio del distretto.

Inevitabile non toccare il nodo delicato di un’arteria indispensabile per le popolazioni e le imprese lungo sull’asse Livorno-Firenze, specie nell’area fra Empoli e Pontedera. A sollevare il tema l’ex consigliere comunale di San Miniato Umberto Pinori: «Perché questa zona – ha detto – ha bisogno di capire cosa accadrà con la Fi-Pi-Li. Un eventuale pedaggio rischia di penalizzare le imprese che la utilizzano ogni giorno per brevi tratti tra una parte e l’atra del distretto». «Ci sono tante soluzioni possibili da valutare», ha risposto Nencini, ipotizzando per la Fi-Pi-li qualcosa di simile alla A24 Roma-Teramo, dove gli aquilani sono esclusi dal pagamento. «Possiamo pensare di escludere i residenti oppure proprio le imprese – ha aggiunto – valutando se mantenere l’esenzione solo per i primi 5 anni oppure per sempre. Inizialmente anche la Tirrenica era stata concepita così». La strada, insomma, è ancora tutta da tracciare, ma la meta finale sembra essere quella del pedaggio. Un tema che molto probabilmente segnerà il dibattitto sulle infrastrutture toscane per i prossimi anni.

Lo stesso Nencini, poi, ha invitato le aziende del Valdarno a non sottovalutare il ruolo che il comprensorio potrà avere proprio grazie alla sua collocazione. «Questo pezzo di Toscana – ha spiegato – sarà una delle zone destinate ad avere finanziamenti. Innanzitutto perché rientra nel corridoio mediterraneo voluto dall’Unione Europea, con il potenziamento del collegamento tra il porto di Livorno e Firenze, senza dimenticare la partita aeroportuale». Uno sviluppo, quello lungo l’asse dell’Arno, che a detta del viceministro potrebbe servire a far ripartire anche il progetto interporto. «Su questo sono ottimista – ha detto – perché lo vedo collegato a questa nuova cornice».

Posizione netta, quella di Nencini, anche rispetto al tema che sta particolarmente a cuore agli amministratori locali: quello del Patto di Stabilità. Presenti all’incontro, infatti, anche i sindaci Vittorio Gabbanini, Ilaria Parrella e Gabriele Toti, che ha ricordato il problema del braccetto di uscita della Bretella del Cuoio. Chiara la risposta del viceministro: «Il presidente del Consiglio, giustamente, ritiene che non si debba superare il 3%, perché alla luce della bassa eredità che riscuotiamo in Europa a causa del passato, questo rischierebbe di produrre effetti per lo più negativi al nostro Paese».

 

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