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Pontedera

il caso

Madre e figlia intossicate nel giorno dello sfratto

Sabrina Chiellini
Carabinieri e vigili del fuoco durante un intervento (foto Franco Silvi)
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Carabinieri e vigili del fuoco durante un intervento (foto Franco Silvi)

Le due donne hanno respirato il monossido di carbonio di un braciere che usano per riscaldarsi. Sul posto i carabinieri e i vigili del fuoco.

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SANTA MARIA A MONTE. Nel giorno dello sfratto madre e figlia, che da tempo vivono in una casa che era di loro proprietà e che è stata venduta all’asta, sono finite all’ospedale intossicate dal monossido di carbonio. La figlia in particolare ha rischiato la vita: quando è stata soccorsa dal personale del 118 era in stato soporoso, si è ripresa sull’ambulanza. È stata trasportata al pronto soccorso di Cisanello, dove è stata ricoverata in prognosi riservata. Lo sfratto è stato rinviato ma, come hanno confermato anche i carabinieri della compagnia di San Miniato. E l’incidente è avvenuto ieri solo per una sfortunata coincidenza e le due donne hanno davvero rischiato a causa di un braciere. Nella casa le utenze sono state tutte staccate e così per riscaldarsi madre e figlia si arrangiano come possono.

Il 16 dicembre mattina, prima delle 11, la madre ha visto che la figlia stava male. Inizialmente ha pensato che avesse l’influenza. Invece quando il medico di famiglia l’ha visitata si è reso subito conto che quei malesseri erano più gravi e potevano essere stati causati da qualcosa di diverso. La donna è stata trasportata all’ospedale con un’ambulanza. Sul posto, in via Del Bruno, sono arrivati anche i carabinieri di Santa Maria a Monte e i vigili del fuoco di Castelfranco di Sotto che hanno effettuato una verifica all’interno dell’abitazione. Gli strumenti dei pompieri hanno permesso di confermare i sospetti. L’aria, in particolare nella camera dove dorme la figlia, aveva una percentuale elevata di monossido.

Sia la madre, Rossana Maffei, che la figlia, Rosalba Bernardini, 50 anni, sono state trasportate all’ospedale anche se solo la figlia ha avuto bisogno delle cure della camera iperbarica ed è considerata in prognosi riservata dai medici che attendono di capire come si reagirà nelle prossime ore. Inizialmente, anche per il fatto che nella casa non funziona l’impianto di riscaldamento e forse anche per il fatto che ieri era in programma lo sfratto esecutivo, la possibilità che le due donne fossero intossicate dal monossido non era stata presa in considerazione, come è stato riferito dal 118. Solo quando le madre e figlia sono arrivate all’ospedale e le analisi a cui sono state sottoposte hanno rivelato la casa dei malesseri della cinquantenne dall’ospedale è partita la segnalazione al distaccamento dei vigili del fuoco di Castelfranco di Sotto. Inizialmente non era stata riscontrata la “fonte” dell’intossicazione. Poi la madre ha spiegato che per riscaldarsi usano una specie di paiolo con la brace che potrebbe essere il vero responsabile dell’incidente domestico.

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