Sicurezza
Un comitato per salvare la chiesa di san Jacopo
E' un gioiello incastonato nel verde dei Monti Pisani: in queste settimane il rischio che la storica chiesa venga sconsacrata e venduta si è fatto più concreto
VICOPISANO E' un gioiello incastonato nel verde dei Monti Pisani. Il classico patrimonio da salvaguardare e valorizzare. Ma in queste settimane il rischio che la storica chiesa di San Jacopo in Lupeta venga sconsacrata e venduta si è fatto più concreto che mai. Per questo la parrocchia di Vicopisano organizza un incontro pubblico per sensibilizzare il paese e costituire un comitato o un'associazione di fedeli.
L'obiettivo è scongiurare la vendita della chiesa di San Jacopo da parte del demanio e l'appuntamento è per giovedì alle 21 nella chiesa di piazza Cavalca, dove interverranno il parroco don Tadeusz Dobrowolski, rappresentanti delle associazioni cittadine e il rettore della chiesa nazionale di Santo Stefano dei Cavalieri monsignor Aldo Armani, per molti anni parroco a Vicopisano. Un'occasione per far conoscere a tutta la cittadinanza la situazione della storica chiesa costruita in epoca longobarda. La sua esistenza è documentata già nel 757, quando era annessa a un complesso monastico, mentre dal dodicesimo secolo è citata come prioria e nel '300 risultava in mano agli Eremitani Agostiniani.
Venne intitolata a San Jacopo nella prima metà del 1400, ma poco tempo dopo cominciò a decadere a causa delle continue scorrerie e della situazione insicura della zona, causate dalle guerre tra Pisa e Firenze. Nel corso dell’800 i resti dell’antico monastero vennero trasformati in una grande casa colonica, poi nel 1867 divenne villa residenziale di proprietà privata e oggi è di proprietà demaniale. In passato anche l'amministrazione comunale si informò per rilevare l'edificio.
«Ma purtroppo la cifra per l'acquisto è troppo alta e il comune non può permettersela – dice il sindaco Juri Taglioli – così negli anni è rimasta una proprietà demaniale. Proprio il demanio ci ha anche proposto di prenderla in affitto per un canone annuo che indicativamente va dai 6 ai 10mila euro, ma restano cifre fuori dalla nostra portata. Avevamo proposto anche alla Curia di occuparsi di San Jacopo, ma la risposta è stata negativa». Si tratta pur sempre di un patrimonio artistico-religioso ricco di storia, che però i vicaresi possono respirare a pieni polmoni solo il 25 luglio, in occasione della giornata dedicata a S.Jacopo. L'unico momento dell'anno in cui la chiesa viene aperta al pubblico, oltre che, occasionalmente, per alcuni matrimoni. L'amministrazione comunale si dice comunque favorevole al dialogo con la cittadinanza.
«Appoggiamo la scelta di costituire un comitato per sensibilizzare il paese. Nella situazione attuale per l'amministrazione è impossibile progettare interventi su San Jacopo, ma con la collaborazione della parrocchia, delle associazioni e dei cittadini possiamo organizzarci per studiare soluzioni».
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