Il Tirreno

Pontedera

«Torno presto al lavoro è la fine di un incubo»

Eros Panizzi, uno dei medici indagati nell’ambito dell’inchiesta sul latte in polvere racconta come ha vissuto questa esperienza. «Ne uscirò, intanto ho perso 8 chili»

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PECCIOLI. La voce sollevata e la voglia di dire al mondo che, anche se lentamente e con i tempi della giustizia, riuscirà a dimostrare che lui con la storia del latte materno “spinto” al posto di quello naturale ha poco a che fare. Eros Panizzi, medico di base a Peccioli per l’Asl 5 e pediatra non convenzionato, spiega che tra qualche giorno potrà ritornare al lavoro. «Il tribunale del riesame ha accolto completamente quanto sostenuto dal mio difensore, avvocato Salvatore Salidu e mi ha reintegrato al lavoro. Mi è stata revocata la sospensione dal lavoro e al tempo stesso si riconosce che nel mio caso non sussiste il reato di corruzione. Svolgo visite come pediatra ma solo privatamente. Fin dall’inizio di questa vicenda il mio legale ha cercato di evidenziare che la mia posizione era diversa rispetto a quella degli altri pediatri dell’Asl ma non siamo stati ascoltati». Panizzi, 61 anni, a Peccioli è molto conosciuto non solo come medico ma anche per essere stato per molti anni amministratore del Comune di Peccioli, prima sindaco e vicesindaco fino al 1994. «Tra pochi giorni dovrei poter tornare nel mio ambulatorio e devo dire con tutta sincerità che sono molto sollevato ora che ho letto la decisione del tribunale del riesame. In questi giorni ho cercato di restare sereno il più possibile ma non è stato facile. Sono certo del mio operato e del fatto che non ho condizionato le scelte dei miei pazienti». Già quando gli erano stati revocati gli arresti domiciliari il medico non aveva avuto difficoltà a raccontare di essere rimasto perplesso dal provvedimento preso nei suoi confronti. Lui, tra i pediatri indagati, è l’unico che lavora come pediatra solo privatamente e in maniera abbastanza saltuaria avendo molti pazienti da seguire come medico di base. «È stata un’esperienza che mi segnerà – aggiunge – anche se ho cercato subito di reagire, pronto a difendermi. Comunque in questi giorni, non ho paura a dirlo, sono dimagrito otto chili. E questo la dice lunga sul mio stato d’animo».

Comitato per Maurizio Petri. Intanto continua la raccolta di firme anche in favore del pediatra Maurizio Petri, con ambulatorio a Navacchio. “Rivogliamo il nostro pediatra Maurizio Petri”, il gruppo Facebook costituito dopo l’inchiesta ha raccolto circa 200 firme. «Le firme sono in aumento – dice Tamara Calà – ci sono anche nonni, disposti a testimoniare in favore del dottore, che magari lo conoscono da 30 anni o che lo conoscono da pochi anni». I genitori dicono di volersi impegnare fino in fondo, pronti a testimoniare davanti ad un giudice. «Ho allattato due bimbi dal mio seno e dopo 18 e 11 mesi – dice Calà – mi propose di andare alla banca del latte umano. Nessun altro consiglio. Molte mamme possono testimoniare che mai il dottore le ha proposto una marca di latte anziché quell'altra. Noi ora abbiamo bisogno di riavere il nostro pediatra».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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