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Palpeggia una ventenne arrestato per violenza

Palpeggia una ventenne arrestato per violenza

POMARANCE. Dopo una settimana di lavoro, nei boschi sulle colline della Valdicecina, un taglialegna di 33 anni è finito nei guai alla fine di una serata di eccessi. L’operaio, di origine albanese,...

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POMARANCE. Dopo una settimana di lavoro, nei boschi sulle colline della Valdicecina, un taglialegna di 33 anni è finito nei guai alla fine di una serata di eccessi. L’operaio, di origine albanese, Gazmir Shoshaj, di 33 anni residente a Pomarance, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Volterra con una gravissima accusa.

L'arrestato è infatti accusato di violenza sessuale: l’altra notte avrebbe avvicinato una ventenne in un locale di Pomarance e avrebbe iniziato a molestarla. Dalle avances verbali sarebbe passato ben presto alle vie di fatto. Apprezzamenti non graditi, mani allungate dove non era il caso di appoggiarle. Un comportamento aggressivo, difficile, a quanto risulta, da contenere. Tuttavia la giovane, stando alla ricostruzione della serata effettuata dai carabinieri, era riuscita a sottrarsi a quelle richieste che non avevano niente a che fare con un semplice corteggiamento. Anzi, erano apparse fin dall’inizio una vera e propria imposizione.

Quando la giovane è uscita dal locale, l'aggressore era in agguato. Avrebbe così cominciato a molestarla per la strada, l'avrebbe palpeggiata più volte, cercando in ogni modo di costringerla a un approccio sessuale che lei non voleva. Momenti di terrore.

Fino a quando la ragazza è riuscita a divincolarsi e soprattutto ha trovato la forza di chiedere aiuto ad alcuni passanti e avventori dello stesso locale da cui lei era appena uscita.

Immediato l'intervento dei carabinieri che, una volta ricostruito il fatto attraverso numerose testimonianze, hanno arrestato il migrante. Per lui si sono aperte le porte del carcere Don Bosco a Pisa dove è stato trasferito alcune ore dopo essere stato fermato.

In molti infatti hanno confermato ai carabinieri, subito intervenuti, il racconto della ventenne ancora sotto choc per quello che, suo malgrado, le è capitato.

La vittima se solo avesse immaginato che l’operaio l’avrebbe attesa fuori dal locale avrebbe chiesto aiuto prima di uscire. Invece si è trovata da sola a fronteggiare altri atteggiamenti violenti dell’uomo che non voleva saperne di lasciarla in pace. Non è escluso che l’uomo avesse bevuto un po’ di più. Questo potrebbe spiegare, anche se non costituisce un’attenuante, l’atteggiamento dell’uomo ora detenuto nel carcere Don Bosco di Pisa, a disposizione dell’autorità giudiziaria.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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