Siamo alle solite, fuori uso le telecamere
Dopo la rapina al gioielliere di via Rossini, nessun aiuto arriva dall’impianto di videosorveglianza: 3 gli apparecchi in tilt
PONTEDERA. È caccia ai rapinatori che l’altro pomeriggio hanno tentato di rapinare la gioielleria dei fratelli Claudio e Sandro Vaglini, in via Rossini a Pontedera. Le telecamere a circuito chiuso del laboratorio orafo hanno immortalato ogni istante della “visita” dei rapinatori, fin dal momento che hanno messo piede davanti all’ingresso dell’attività. Ma i carabinieri che si occupano delle indagini non hanno potuto contare su altri “occhi” elettronici. Anche questa volta, purtroppo era già accaduto in passato, le telecamere della videosorveglianza comunale non sono state di aiuto. Sono bloccate. Ferme, Guaste. Momentaneamente inutilizzabili.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.10498067:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2014/12/14/news/commento-la-sicurezza-a-colpi-di-pacche-sulla-spalla-1.10498067]]Eppure poco tempo fa la questione dei numerosi “buchi” nella rete della videosorveglianza cittadina, che comunque dovrebbe essere un buon deterrente contro i reati, era arrivata anche all’attenzione del consiglio comunale. Alcuni cittadini avevano segnalato a consiglieri comunali dell’opposizione, in particolare della Lista Civica Indipendente, che c’era un problema con le telecamere, spesso “cieche” a causa di anomalie tecniche.
L’altra sera, dopo la rapina, con molta sorpresa, carabinieri e polizia municipale hanno preso atto che gli occhi elettronici piazzati all’angolo tra via Rossini e via XX settembre, così come altre due telecamere che dovrebbero sorvegliare via Saffi, via Primo Maggio e lo stesso Corso Matteotti sono spenti. In realtà la telecamera è bloccata e guarda verso il muro della parete su cui è stata installata. Un particolare non da poco anche se tutti siamo consapevoli che per dare una svolta alle indagini serviranno comunque anche altri passaggi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.10483865:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2014/12/12/news/rapina-alla-gioielleria-fratelli-vaglini-titolare-ferito-alla-testa-1.10483865]]Tuttavia non si può negare che gli investigatori dovranno fare a meno di questo supporto. Dei rapinatori si vedono molte cose fino a quando restano nel laboratorio orafo dei Vaglini. Ma non è stato possibile vedere con quale auto si sono allontanati dalla cittaà, anche se un cittadino avrebbe segnalato ai carabinieri una macchina sospetta su cui sono salite in fretta e furia quattro persone.
Intanto ieri il laboratorio orafo preso di mira “Arte in Oro” è stato aperto regolarmente. Il titolare, che con la sua ferma reazione era quasi riuscito a bloccare i rapinatori, anche se è rimasto ferito alla testa durante la colluttazione è andato al lavoro come gli altri giorni. Sono stati numerosi gli attestati di stima e di solidarietà ricevuti dal commerciante. Del resto la notizia della tentata rapina ha fatto rapidamente il giro della città. L’elicottero dei carabinieri ha sorvolato a lungo il centro di Pontedera illuminando con un potente faro i tetti e le strade della zona verso la quale sono stati visti fuggire i rapinatori. Tre uomini e una donna, probabilmente di origine campana. Una settimana fa i rapinatori avevano fatto un sopralluogo nel negozio di Pontedera fingendosi normali clienti proprio come hanno fatto l’altra sera. Anche in quell’occasione l’uomo aveva indugiato a lungo davanti al banco della gioielleria controllando la borsetta che aveva con sé. Non si può escludere che già in quell’occasione avessero deciso di dare l’assalto al negozio e che poi qualcosa li avesse costretti a cambiare i loro piani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
