Sicurezza
Discarica di Buriano, sulla chiusura è un braccio di ferro
La Provincia dà parere negativo allo stoccaggio di rifiuti ma i sindaci e l’Asv vogliono continuare il conferimento
MONTECATINI VALDICECINA. Per il futuro della discarica di Buriano sarà un braccio di ferro tra i Comuni che tramite la partecipata Asv (Azienda servizi Valdicecina) ne detengono la gestione e la Provincia di Pisa che ne autorizza l'utilizzo. La discarica è ormai quasi arrivata al limite e, di fatto, resta da capire come e quando verrà chiusa.
Nell'ultimo consiglio comunale, il 10 novembre, a Montecatini val di Cecina (l'amministrazione è proprietaria dell'area) il sindaco Sandro Cerri aveva informato maggioranza e minoranza che la Provincia di Pisa aveva dato parere negativo al proseguimento dello stoccaggio dei rifiuti decretando la fine produttiva del sito. Nello stesso giorno i soci di Asv avevano dato mandato all'amministratore unico della società (l'ingegner Augusto Mugellini) di «percorrere tutte le strade possibili per mantenere in vita la discarica».
L'obiettivo delle amministrazioni è quello di riuscire a mantenere attiva la discarica di Buriano, che si estende su tre ettari e mezzo di terreno, almeno per i prossimi 3-4 anni.
«Siamo quasi a termine - dice il sindaco Sandro Cerri - ma abbiamo ancora spazio per circa 30mila metri cubi di rifiuti. Il che ci consentirebbe di spostare la fase del post-mortem di qualche anno».
Non sarà facile anche perché Buriano riceve i rifiuti solidi urbani (rsu) e dall'estate 2013 è intervenuta la circolare Orlando, a seguito del procedimento di infrazione avviato dall'Unione Europea, poi recepita dalle Regioni che impone "un trattamento adeguato, comprensivo di stabilizzazione della frazione organica dei rifiuti stessi, prima della messa in discarica" per "ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente".
Per la stabilizzazione dei rifiuti serve un impianto che, al momento, non è presente a Buriano.
A questo punto, il problema è tutto economico e si basa sull'opportunità di acquistare o noleggiare un macchinario per un sito destinato alla prossima chiusura.
«In questi giorni - spiega Augusto Mugellini - stiamo preparando il progetto da presentare in Provincia. Tutto dipende dalla volontà o meno di lasciare aperta la discarica per almeno altri tre-quattro anni».
Alla fine le ripercussioni si vedranno in bolletta. Anche perché sui residenti in Alta val di Cecina ricadranno diversi costi.
«In primis il trasporto dei rifiuti dalle nostre zone fino alla discarica più vicina a noi, indicata dalla Regione: Peccioli», spiega il sindaco di Pomarance Loris Martignoni.
A questi si aggiungerebbero i costi e le spese da mettere in bolletta per la chiusura con i residenti di Volterra (che con oltre il 42 per cento detiene la quota più alta del gestore Asv) che ne risentirebbero maggiormente le conseguenze.
«Al momento è già stata accantonata una quota di circa 800mila euro per gestire l'eventuale post mortem di Buriano - dice Martignoni - ma non so se saranno sufficienti».
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