La manifestazione
Costituito anche il comitato per il rientegro di Moretti
PONTEDERA. In questi giorni è stato costituito anche un secondo comitato di genitori, in favore del pediatra Fabio Moretti, di Chianni, con ambulatorio a Pontedera. Una delle promotrici, Alda Della...
PONTEDERA. In questi giorni è stato costituito anche un secondo comitato di genitori, in favore del pediatra Fabio Moretti, di Chianni, con ambulatorio a Pontedera.
Una delle promotrici, Alda Della Fazia, consegnerà in municipio l’atto costitutivo del nuovo organismo che si chiama “Comitato Io non ci credo! Mamme e babbi per Fabio Moretti” e che è stato fondato «per ottenere dalle pubbliche autorità la risoluzione del disservizio generato dall'inchiesta medici low cost nei confronti degli assistiti del dottor Fabio Moretti», spiega Alda Della Fazia, pronta a metterci la propria faccia in difesa del pediatra insieme allo stesso gruppo, aperto su Facebook, nei giorni successivi all’arresto dei pediatri. «Noi chiediamo il reintegro del dottor Moretti nel suo posto di lavoro – spiega la mamma – e la riabilitazione della figura del dottor Moretti a seguito del processo mediatico che ha subìto». I promotori del comitato si sono dichiarati intenzionati a promuovere «ogni iniziativa utile e necessaria volta a tutelare l'ambiente, la salute e la qualità della vita degli assistiti». Il Comitato rimane aperto a chiunque altro ne condivida i principi ispiratori e che può sottoscrivere il documento di adesione.
I genitori che hanno scelto Moretti come pediatra hanno già raccolto 500 firme consegnate ai legali del medico. Una sottoscrizione servita a dire che mai il medico le aveva obbligate a interrompere l’allattamento naturale o aveva consigliato loro di acquistare uno specifico latte in polvere piuttosto che un altro. Ora il comitato sta raccogliendo altre firme di genitori dei bambini nati nel 2011 e nel 2012, sempre con lo scopo di chiedere il reintegro del professionista negli ambulatori Asl. «In queste settimane abbiamo dovuto affrontare diversi disservizi – conclude Della Fazia –, alla fine chi ha subito le conseguenze di tutto questo sono solo i bambini».
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