Il dolore
Le migliori “Parole in viaggio” arrivano da Pisa
PONTEDERA. È una storia sul disagio sociale e sul perdono a vincere la tappa finale di “Parole in viaggio”. Ad aggiudicarsi la vittoria assoluta con “Nastro Azzurro” è Maria Caruso, 52 anni, nata in...
PONTEDERA. È una storia sul disagio sociale e sul perdono a vincere la tappa finale di “Parole in viaggio”. Ad aggiudicarsi la vittoria assoluta con “Nastro Azzurro” è Maria Caruso, 52 anni, nata in Venezuela ma residente a Pisa. Maria, che lavora nel settore ospedaliero, ha sbaragliato gli oltre 80 racconti che in due mesi sono giunti alle redazioni de Il Tirreno di Livorno e provincia, Pisa e provincia, Lucca e provincia. Con il suo racconto si aggiudica un abbonamento annuale al servizio di trasporto pubblico e un weekend per due persone offerto da Cap viaggi, partner di Ctt Nord.
Ieri mattina, nella sede de Il Tirreno di Livorno, Maria ha ricevuto il premio dal direttore Omar Monestier e da Riccardo Nannipieri, responsabile comunicazione della Ctt Nord.
“Nastro Azzurro” è una storia toccante, capace di far riflettere perché affronta il tema della tossicodipendenza e l’amore di un padre e di una famiglia che accolgono il figlio appena uscito dal tunnel della droga. È il racconto di un riscatto sociale e della voglia di vivere la vita con speranza. «Questa storia ha commosso molte persone – dice Maria Caruso –. Devo ringraziare mia madre perché per scrivere questo racconto ho preso spunto dai tanti aneddoti che lei mi ha narrato. Mi ha insegnato i veri valori della vita e io ho cercato di riportarli in questa storia. “Nastro Azzurro” ha dentro di sé un insegnamento molto importante, e cioè che c’è sempre una possibilità per tutti di uscire dalle difficoltà e che spesso ognuno di noi ha bisogno di aggrapparsi a qualcosa per poter tornare a credere in se stessi».
Anche la storia della livornese Giulia Silvestri, seconda classificata, parla di sociale: “Io rido” affronta il tema della disabilità con il sorriso sulle labbra. Nel racconto, una ragazza di nome Sheila incontra sul bus una mamma e il suo bambino costretto su una sedia a rotelle e non vede in loro la tristezza per un disagio ma il sorriso e la voglia di vivere. Giulia Silvestri ha 28 anni e si divide tra il lavoro di segretaria per una scuola di arti marziali e la gestione di un baby parking. «Ho ricevuto molti consensi positivi per il mio racconto – dice –, in ogni storia che scrivo cerco sempre di lasciare un buon insegnamento per i bambini».
È la storia di un ragazzo di 18 anni monotona e incolore che si accende di luce quando incontra una ragazza, quella invece raccontata da Francesco Lollini, arrivato terzo. Residente a Massarosa, Francesco, 19 anni, ha deciso di partecipare al concorso per una rivincita personale: «Non tanto per la vittoria – dice – quanto per dimostrare agli altri quanto valgo davvero». Tutti i racconti che in questi mesi sono arrivati alle varie redazioni, sono stati inseriti sul sito online del Tirreno dove possono essere letti.
Valeria Cappelletti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
