Il Tirreno

Pontedera

Comune vede Arthemisia per ridiscutere il Rosso

Iniziano nel più stretto riserbo i contatti tra l’amministrazione e la produzione Si studia la revisione del contratto che ha portato a due variazioni di bilancio

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VOLTERRA. Sei mesi sono passati. Nelle stanze di palazzo dei Priori la sola compagine politica di maggioranza (non sarebbero stati ammessi i funzionari e gli esperti d’arte del Comune) sta ridiscutendo con Arthemisia i termini del contratto che lega l’amministrazione ai produttori della mostra che gira intorno alla deposizione del Rosso Fiorentino. Un accordo che prevede il coinvolgimento di tutte le strutture museali della città etrusca fino al termine del 2015. Ad oggi, ci sarebbero già stati due contatti tra il sindaco Marco Buselli (con gli assessori alla cultura e al turismo) e la società di produzione.

Il primo cittadino non si sbilancia: «Se ci incontriamo - dice - significa che c’è la volontà di cambiare qualcosa». Non trapela nessuna indiscrezione da parte dei diretti interessati ma il fatto che dopo il secondo faccia a faccia non sono arrivati annunci o comunicati stampa può essere già un indizio che la contrattazione non sia certo un gioco da ragazzi per chi guida palazzo dei Priori.

Di certo, la compagine politica non pare sia troppo soddisfatta dell’andamento della mostra. Del resto i numeri non è che siano troppo generosi e le variazioni di bilancio ne sono una prova provata. Già a settembre si dovette procedere ad una variazione da circa 120mila euro per mancati introiti dal circuito museale. Altri 90mila (e quindi si supera la cifra dei 200mila euro in tutto) sono stati certificati nel corso dell’ultimo consiglio comunale. E poi ci sono i biglietti staccati: nei primi 60 giorni della mostra si erano visti nel circuito museale 25.675 visitatori a fronte dei 38.357 del 2013. Un calo quasi del 34 per cento in alta stagione, nel momento in cui in città si vedono più turisti. Le ambizioni, consegnate alla determina 547/2014, erano ben altre: si prevedevano 300mila euro di incassi dal 7 luglio al 31 dicembre e altrettanti 420mila da girare ad Arthemisia. Per una presunta vendita di 60mila biglietti in 5 mesi.

Va anche detto che il Comune per questo presunto affare non ha speso un euro ma forse avrebbe guadagnato dai suoi musei senza una mostra che ha catalizzato le strutture in un unico percorso con un unico biglietto. E, sull’opportunità di rivedere la mostra, si è incentrato anche il dibattito che aveva portato ai dissapori e alle imminenti fratture con un consigliere di minoranza (Simone Lonzi) che alcune settimane fa avrebbe voluto impegnare con una mozione ad hoc la giunta nella ridiscussione dei termini dell’evento. Una trattativa che il Comune sta portando avanti in questi giorni nel più stretto riserbo.

Rino Bucci

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