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Pontedera

«Suo figlio non va a scuola», ma è un errore

«Suo figlio non va a scuola», ma è un errore

Accusa grave (infondata) a una madre, convocata dagli assistenti sociali: «Voglio chiarezza»

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SAN MINIATO. Ha trovato la comunicazione nella cassetta delle lettere la sera di mercoledì 3 dicembre, rientrando a casa dal lavoro. Società della Salute, distretto del Valdarno Inferiore.

Una volta letto il contenuto della busta per Marinella Lensi sono iniziate le preoccupazioni. Alla donna infatti, 45enne residente a Molino d’Egola, nel Comune di San Miniato, è stata contestata l’inadempienza nei confronti del figlio di 11 anni per la mancata iscrizione del bambino alla scuola media F. Buonarroti di Ponte a Egola.

«Mio figlio - spiega - fin dalle elementari ha frequentato gli istituti del comprensorio empolese nonostante la residenza sia nel Comune di San Miniato. Chiaramente non risulta iscritto al Buonarroti di Ponte a Egola, ma solamente perché la sua scuola è la Busoni/Vanghetti di Empoli».

La burocrazia in questo caso sembra non sentire ragioni. Marinella, infatti, proseguendo nella lettura della lettera scopre che è stata convocata il giorno successivo alle 17,30 al Centro zonale minorile di Santa Croce sull’Arno. «Non si può descrivere il sentimento di una mamma di fronte a un’accusa tanto infamante. Ho fatto innumerevoli sacrifici per garantire l’istruzione a mio figlio e ora vengo accusata di non averlo iscritto a scuola». Non si tratta della prima “incomprensione” tra le istituzioni e la mamma samminiatese. «Quando mio figlio frequentava le elementari mi rivolsi all’ufficio scuola per avere chiarimenti in merito alla cedole librarie per l’acquisto dei testi. Non sapevo quale comune avrebbe dovuto consegnarmele. Venne deciso che il Comune di San Miniato le avrebbe girate a quello di Empoli, nel quale sarei dovuta andare per ritirarle».

Ora però la questione è di gran lunga più grave. Marinella Lensi si sente ferita nell’orgoglio di mamma, colpita alle spalle da quel foglio di carta che all’inizio l’ha fatta sorridere, ma che successivamente ha alimentato in lei molte preoccupazioni. «Ho imparato che con la burocrazia c’è poco da scherzare. Mi sono rivolta immediatamente al Centro minori e ho parlato con un assistente sociale. Le sue parole mi hanno tranquillizzato ma ora voglio vedere scritto nero su bianco che si è trattato di un errore. E soprattutto aspetto spiegazioni da chi ha sbagliato raccogliendo la segnalazione dell’istituto di Ponte a Egola. Sarebbe bastato fare una verifica per scoprire la verità».

Nel frattempo la donna ha inviato una lettera all’istituto comprensivo Buonarroti di Ponte a Egola e all’ufficio dei Servizi educativi e scolastici del Comune di San Miniato. «Chiedo soltanto più attenzione nel mettere in atto certe procedure, in maniera particolare se ad essere contestati sono i rapporti tra genitori e figli».

Tommaso Silvi

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