Il Tirreno

Pontedera

Sicurezza e degrado, temi caldi

Affollato consiglio comunale aperto a Castelfranco: minoranze all’attacco

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Il consiglio comunale di Castelfranco di Sotto si è aperto all’ascolto dei cittadini nella serata di giovedì 4 dicembre, dopo la richiesta portata avanti dall'opposizione nei mesi scorsi. Il tema trattato è uno fra i problemi più sentiti: il degrado e la mancanza di sicurezza che interessa sia il capoluogo che le frazioni.

La seduta si scalda subito con Aurora Rossi, capogruppo di “Castelfranco sopra a tutto”: «Siamo allo stato brado, oltre alle buche non riparate ci sono bande di bulletti che tengono sotto assedio intere zone del paese. Il centro è privo di illuminazione, i furti non fanno che aumentare e l'amministrazione non prende provvedimenti. Eppure le entrate del comune sono state maggiorate!». Luca Trassinelli del Movimento 5 Stelle, invece, spiega la scelta del proprio gruppo di indossare delle pettorine catarifrangenti. «È il simbolo della riscoperta dei valori della cittadinanza attiva - racconta - Abbiamo fatto parte del gruppo di volontari che hanno ripulito le strade di Castelfranco per lanciare un messaggio preciso: chiunque ottenga un bene comune deve prendersene cura per preservarlo». Anche Cristina De Monte, capogruppo dei “grillini” dice la sua: «Il degrado si fa sentire ovunque. Dobbiamo trovare una soluzione e non relegare i cittadini al ruolo di meri spettatori. Vogliamo dare voce ai residenti».

Quest'ultima, infatti, si leva forte e chiara dalla sala del consiglio, gremita di gente desiderosa di rivendicare i propri diritti. Vari sono i problemi emersi: i rifiuti sparsi nel centro; la carenza di interventi da parte delle forze dell'ordine; l'Orto di San Matteo, eletto emblema del degrado da quando alle pallonate dei teppisti si sono aggiunti episodi di spaccio; l’uso inappropriato e anti-igienico del Fontanello pubblico; l'abbandono in cui versa una zona periferica come via Piè Di Monte. Si chiede più controllo da parte della polizia municipale anche per quanto riguarda il numero effettivo degli abitanti del centro storico, vista la probabilità di trovare persone in sovrannumero all'interno dei locali affittati agli immigrati. Ci si augura che l'amministrazione si ponga in una posizione di ascolto maggiore, per favorire un clima di integrazione che non porti alla degenerazione nell’intollerenza.

Le risposte della maggioranza si tengono in un tempo troppo breve per essere esaurienti. Il sindaco, Gabriele Toti, elenca i vari servizi offerti grazie alla contribuzione dei cittadini, mentre l'assessore alle politiche sociali, Antonio Bertoncini, informa che «solo il 24% dei contributi destinati al sociale è destinato ai cittadini non italiani». L'assessore all'ambiente, Federico Grossi, presenta il progetto di una gestione partecipata delle aree verdi, che nel 2015 dovrebbe affidare una porzione di verde pubblico a ogni associazione operativa sul territorio. L'assessore allo sviluppo economico, Giulio Nardinelli, ricorda la mancanza di milioni di euro di contributi statali, che limita la gamma di servizi offerti dagli enti locali. L'esito del consiglio aperto, infine, è bene espresso dal capogruppo Pd Graziano Turini: «La democrazia diretta non è un'idea seria. Il confronto è l'unico modo per garantire un dialogo, ma non basta per produrre risposte efficaci che sono il frutto di precise scelte politiche».

Elena Battaglia

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