Il Tirreno

Pontedera

Cinzia Chiarini racconta la sua “Vanity Chair”

di Andrea Lanini
Cinzia Chiarini racconta la sua “Vanity Chair”

PONTEDERA. Il titolo, un luminoso, azzeccatissimo gioco di parole, fa il verso all'intestazione del celebre magazine cui il nuovo progetto editoriale di Cinzia Chiarini, in forma di simpatica parodia,...

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PONTEDERA. Il titolo, un luminoso, azzeccatissimo gioco di parole, fa il verso all'intestazione del celebre magazine cui il nuovo progetto editoriale di Cinzia Chiarini, in forma di simpatica parodia, s'ispira: “My Vanity Chair”.

La stessa veste grafica, lo stesso formato, la stessa patina glamour. Dal centro della copertina sorride lei, come sempre fascinosa, radiosa, biondissima, abbigliata con un vaporoso abito rosa che, significativamente, mette in bella mostra le gambe. Tutto quel trionfo di tulle non nasconde la carrozzina, anzi: la impreziosisce, la sottolinea, quasi a volerla rendere un civettuolo accessorio. E ci riesce, certo. A pochi centimetri di distanza, una frase spiritosa: «Ho una dipendenza. Faccio uso di sedia a ruote!». Ecco, l'ironia di Cinzia, la sua tenace volontà di regalare luce alle ombre della disabilità, è già tutta qui. È così da vent'anni. Nel '94, l'incidente. Quattro anni dopo, il primo calendario, il cui motto era: “Toglietemi tutto, ma non la mia carrozzina!”. Poi mostre di pittura, eventi e campagne di sensibilizzazione, libri, raccolte ritratti fotografici: una vitalità che delle barriere proprio non sa che farsene. Ora una nuova tappa del percorso: un allegro libro-rivista dal peso specifico sostanzioso, ma lieve come un tappeto volante.

L'autrice, affiancata dal sindaco di Pontedera Simone Millozzi, dal sindaco di Lajatico Alessio Barbafieri, dal presidente nazionale della Fondazione Vertical Fabrizio Bartoccioni, e dallo stilista e performer Angelo Cruciani in veste di moderatore, lo presenta stasera (6 dicembre), a partire dalle 21.30, al Museo Piaggio. Pontederese doc, da anni Cinzia ha intessuto una fitta rete di amorose consonanze con la bella Lajatico, che sovente ospita e sostiene i multiformi esiti del suo impegno civile.

«Diciamo che Lajatico mi ha “adottata”. Sono sua cittadina onoraria, lo sapeva?», ride al telefono. Non a caso è il lajatichino più famoso al mondo a firmare la prefazione: “Cinzia propone, attraverso differenti percorsi, attraverso i mezzi espressivi da lei prescelti - scrive Andrea Bocelli - uno slancio creativo, un atteggiamento curioso e appassionato nei confronti della vita e dei doni che offre. Sono al suo fianco, suo convinto sostenitore”. Da anni, la Fondazione Vertical raccoglie fondi da destinare alla ricerca nel campo delle terapie per i traumi del midollo spinale. Cinzia, che ne è il referente per la Toscana, a Vertical donerà i proventi di “My Vanity Chair”.

E presto accompagnerà la Fondazione lungo le passerelle di un suo importante, ambizioso progetto, “Modelle&Rotelle”: «L'haute couture che si veste di voglia di infrangere i tabù. Sulle passerelle di Milano e New York, a febbraio, sfileranno ragazze in piedi e in carrozzina, in un comune elogio all'eleganza, alla bellezza».

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