Proteste
I privati possono chiudere quella strada
Parola definitiva del giudice sulla contesa relativa a via Giustino Fortunato a San Miniato Basso
SAN MINIATO. Strade contese. Pochi metri di asfalto dentro un limbo giuridico ereditato dal passato, a metà fra proprietà privata e uso pubblico.
Sono casi frequenti per tante amministrazioni comunali, alle prese con vecchie strade divenute spesso di pubblica utilità, ma dove la proprietà e la responsabilità dell’ente resta tutta da dimostrare. E spesso, andando a spulciare, si scopre che la strada è nella piena disponibilità del privato, che ha tutto il diritto a chiuderla con tanto di sbarre.
È quanto accadrà, molto probabilmente, alla via Giustino Fortunato a San Miniato Basso, una delle traverse laterali affacciate sulla Tosco Romagnola, quasi all’inizio della frazione per chi arriva da La Catena.
Il caso. Una strada contesa appunto, che da una decina d’anni è al centro di un braccio di ferro tra residenti e amministrazione comunale. Una disputa alla quale il Tribunale di Pisa ha messo la parola fine poche settimane fa, accertando l’inesistenza della “servitù di uso pubblico” e quindi il diritto dei proprietari di chiudere la strada. «La proprietà è divisa a metà – spiega l’assessore Manola Gazzini – la parte pubblica è solo quella che interseca via Spadolini, mentre il lato che guarda la Tosco Romagnola è di proprietà privata. Nel tempo, tuttavia, la strada era diventata di uso pubblico». Fino a quando, alcuni anni fa, i proprietari decisero di chiuderne l’accesso con l’installazione di una sbarra, scatenando la reazione dell’amministrazione di allora che ne ordinò la rimozione.
La sentenza. Da qui l’approdo in Tribunale, nel 2010, quando i proprietari citarono il Comune per dimostrare l’inesistenza della servitù di uso pubblico. Tesi accolta dal giudice con la sentenza n. 531 del 2014, che ha confermato il diritto dei proprietari di chiudere la strada condannando l’amministrazione al pagamento delle spese legali. Il tutto per un conto di 8mila euro approdati nell’ultimo consiglio comunale come debito fuori bilancio. «A questi punti l’amministrazione non può più niente – dice Guazzini –. I proprietari sono a tutti gli effetti responsabili della strada, anche per ciò che riguarda la manutenzione».
La ricognizione. Il caso di via Fortunato, ad ogni modo, non è che la dimostrazione di un problema più generale, che riguarda la necessità di mettere finalmente ordine nella classificazione di quelle strade costruite prima del 1977, in un’epoca precedente alla legge del sanminiatese Bucalossi, quando i proprietari delle nuove lottizzazioni spesso compartecipavano alla realizzazione delle strade. «Quel periodo ha generato alcune situazioni rimaste in una specie di limbo – afferma il geometra Paolo Bianchi dell’ufficio Lavori Pubblici –. Per questo il Comune di San Miniato si è dotato recentemente di un regolamento per la classificazione delle strade, con l’obiettivo di effettuare nei prossimi mesi una verifica di tutte le strade presenti sul nostro territorio».
L’intenzione, quindi, è quella di effettuare una ricognizione, che dovrebbe partire con l’inizio del 2015, per mettere ordine ed aggiornare la classificazione. «L’indagine investirà anche le strade vicinali – dice Bianchi – per verificare quali effettivamente hanno ancora un’utilità pubblica e quali invece possono essere alienate».
(g.p.)
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