La manifestazione
Corso aperto? Lo decida un referendum
Faccia a faccia dopo la serrata tra negozianti e sindaco: bocciata l’idea di sperimentare nuove fasce orarie fino a Natale
CASCINA. Dopo un anno i commercianti del centro di Cacina hanno incontrato il sindaco proponendo l'apertura parziale di corso Matteotti e ricevendo in cambio la proposta di un referendum che coinvolga i residenti del comune e la possibilità di far passare i mezzi pubblici dalla strada principale della cittadina. Una soluzione che ai negozianti non sta granché bene. Il faccia a faccia è avvenuto al termine di una mattinata di tensione.
Buoni affari il giovedì. Già, perché i proprietari e gestori delle attività del centro storico avevano scelto il 3 dicembre come la giornata più importante della loro protesta, con serrande abbassate e incontro davanti al comune alle 10,30 per incontrare il sindaco, Alessio Antonelli. «Chiediamo di aprire il corso fino alle 15 dal lunedì al venerdì, escluso il giovedì che c'è il mercato - spiegano i negozianti - Potremmo farlo almeno fino alle feste e vedere se queste continue chiusure di attività e il calo degli affari sono dovuti alla crisi o no».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.10428185:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/i-commercianti-chiedono-l-apertura-al-traffico-di-corso-matteotti/40379/41366]]
Il sospetto è che col corso chiuso al traffico le persone in transito sono meno. E gli affari, di conseguenza diminuiscono. «Nel giorno del mercato lavoriamo molto bene - sottolinea Giovanni Lemmi dell'omonimo bar pasticceria - mentre cala negli altri giorni. Da quando c'è stata la pedonalizzazione abbiamo perso il 30% delle vendite. E siamo stati costretti a ridurre il personale di 2 unità».
La rabbia dei negozianti. Parole giunte in un clima acceso, col vice sindaco Giorgio Catelani che si è presentato a parlare coi commercianti (il sindaco stava partecipando a un gazebo per incontrare i cittadini a San Frediano a Settimo). Catelani ci ha messo la faccia ma è stato investito dalla rabbia dei negozianti. «Gestisco un negozio di frutta e verdura da 6 anni- racconta Stefania Iacopini - e in questo tempo hanno chiuso 30 negozi sul corso. Siamo in 2, ma potrebbe tranquillamente lavorare una sola persona nella nostra attività».
Referendum unica via. Dopo varie telefonate tra dipendenti del comune e sindaco è stato fissato un appuntamento per le 13. «Proviamo a fare qualcosa - hanno detto i negozianti - così non si può andare avanti». Antonelli ha risposto che «la questione del corso sarà sottoposta a referendum, perché è di tutti, non solo dei commercianti».
Discorso, quindi, chiuso per quanto riguarda la sperimentazione. Semmai, il sindaco ha promesso di livellare le imposte degli esercenti del centro con quelli delle altre località del comune. «Ma se mi parlate di aprire il traffico sul corso non mi trovate d'accordo - ha ribadito venendo interrotto spesso dai negozianti - Cascina deve trovare uno sviluppo di qualità. Presto ci saranno due nuove aperture, ma il problema è che il corso è stato troppo svenduto in questi ultimi anni. Intanto proveremo a far passare gli autobus dal corso. Questa potrebbe essere una soluzione importante per le attività commerciali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
