La manifestazione
Porte blindate e dotate di microchip contro i furti di libri
Ecco com’è cambiato negli anni l’accesso alla biblioteca del seminario vescovile dopo il saccheggio di 600 volumi
SAN MINIATO. Risalgono a circa otto anni fa le prime sparizioni di libri dalla biblioteca del seminario vescovile di San Miniato. Affonda, quindi, le radici nel passato la storia di furti e misteri emersa nei giorni scorsi in tribunale a Pisa e per la quale dagli scaffali dell’ente ecclesiastico mancano all’appello ben 600 testi, alcuni di particolare pregio.
Un vero e proprio saccheggio, favorito anche dalle condizioni di assoluta insicurezza in cui si trovava fino a pochi anni fa la stessa biblioteca. Ora, per fortuna, le cose sono cambiate e l’edificio è dotato di alcune misure di controllo degli accessi e di sorveglianza, degne della ricchezza storica rappresentata da alcuni manoscritti che vi sono custoditi. Le porte, ad esempio, sono blindate e il sistema d’ingresso funziona attraverso delle tessere magnetiche con microchip in possesso solamente di alcune persone ben fidate.
Negli anni della “spoliazione” della biblioteca a lavorarvi come responsabile era l’allora delegato vescovile alle opere d’arte Cristiano Gemignani, 42 anni, originario di Empoli e residente a San Miniato. È lui ad essere finito sotto processo in tribunale a Pisa per i reati di furto e ricettazione. In seguito ad una perquisizione domiciliare eseguita nei suoi confronti, spuntarono quattro dei libri trafugati dalla biblioteca. Un motivo sufficiente per la Procura per chiedere e ottenere di far processare Gemignani.
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Quest’ultimo fu allontanato dall’incarico nel 2008. Attualmente, la biblioteca è sotto la responsabilità di don Bruno Meini, direttore dell’ufficio dei beni culturali ed ecclesiastici della diocesi di San Miniato e recentemente nominato parroco a Santa Maria a Monte. Con lui collaborano un’addetta di fiducia della curia e un bibliotecario.
La biblioteca del seminario è un’antica istituzione sorta alla fine del XVII secolo. È divisa tra Fondo Antico e Moderno: il primo contiene numerose opere di rilievo, che non si limitano agli autori della cultura religiosa ma spaziano anche in un panorama più ampio.
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