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Imu agricola, batosta da un milione di euro

Imu agricola, batosta da un milione di euro

Sul piede di guerra le associazioni di categoria. Cupelli (Cia): «Una manovra sulla nostra pelle»

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VOLTERRA. Oltre un milione di euro. È quanto peserà complessivamente la nuova iniziativa del governo con l'Imu agricola. A pagare saranno imprese e coltivatori diretti della provincia, di quei 22 comuni che erano esenti dall'imposta sui terreni agricoli perché considerati svantaggiati.

«La possibile imminente emanazione del decreto del ministero dell’Economia, che rivede l’applicazione dell’Imu nelle zone montane al di sotto dei 600 metri, è inaccettabile – dicono Stefano Berti e Massimo Terreni, rispettivamente direttori di Cia Pisa e Unione Agricoltori Pisa –: individua i terreni agricoli da assoggettare al tributo soltanto sulla base del criterio altimetrico dove sono situati i comuni ed arriva a ridosso della scadenza dei termini di pagamento; oltre tutto obbliga gli agricoltori a pagare in un’ unica soluzione, entro il prossimo 16 dicembre, anziché in due rate».

Le due organizzazione agricole alzano la voce come Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari, che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare. In provincia di Pisa non c'è un comune sopra i 600 metri. Ce ne sono sette invece tra 281 metri e 600 (Castellina Marittima, Castelnuovo Valdicecina, Chianni, Monteverdi, Montecatini Valdicecina, Pomarance e Volterra): qui saranno esenti coltivatori diretti e imprenditori agricolti professionali iscritti all'Inps; le imprese agricole invece pagheranno. Tutti gli altri, sotto i 280 metri di altitudine, pagheranno l'imposta e alcune agevolazioni sono previste sempre per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti all'Inps. L'aliquota, se quest'operazione andrà in porto, non potrà che essere quella ordinaria perché i Comuni non hanno certo tempo di deliberare. «Pare – aggiunge Berti – che sarà chiesto di versare un’imposta provvisoria, un acconto, da conguagliare nel 2015».

Ma ci saranno decine e decine di aziende che si troveranno un conto da migliaia di euro. «Una manovra economica – spiega Francesca Cupelli, presidente di Cia Pisa – ancora sulla pelle delle aziende agriocole, in quest'annata che è stata disastrosa sotto tanti profili: il settore dell'olio ha registrato perdite del 90%, ci sono stati problemi sulla vendemmia, si pagano i danni del maltempo: questi soldi non erano affatto preventivati». «È così che il governo trova gli 80 euro da mettere in busta paga – attacca Terreni – togliendo reddito a chi lavora invece di eliminare qualche spreco, cosa che non ha fatto come tutti i governi che lo hanno preceduto: non mi sembra di aver visto togliere privilegi ai parlamentari o consiglieri regionali».

Agrinsieme invita il governo ad escludere l’entrata in vigore delle nuove disposizioni per la loro indubbia violazione del principio sancito nello “Statuto del contribuente” che vieta di prevedere adempimenti a carico dei contribuenti prima di 60 giorni dalla entrata in vigore di provvedimenti di attuazione di nuove leggi.

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