Il dolore
Da Navacchio si studiano le nuove orbite
CASCINA. Ci sono voluti due anni di lavoro ma, d’ora in poi, calcolare le orbite degli oggetti spaziali - che siano asteroidi, comete, satelliti o detriti artificiali - sarà meno complesso e...
CASCINA. Ci sono voluti due anni di lavoro ma, d’ora in poi, calcolare le orbite degli oggetti spaziali - che siano asteroidi, comete, satelliti o detriti artificiali - sarà meno complesso e laborioso. Sapcedys, azienda spinoff dell’Università di Pisa del Polo di Navacchio, ha portato a conclusione il progetto Ceod, mettendo a punto un nuovo sistema di calcolo che meglio si adatterà ai diversi tipi di oggetti orbitanti all’interno del sistema solare, per facilitare in futuro il lavoro di astronomi e ingegneri aerospaziali. «Il progetto Ceod – ci spiega la responsabile, Linda Dimare – è costato 250mila euro, coperti per il 60 per cento circa dalla Regione Toscana. Per la nostra azienda è stata un’opportunità di crescita, in quanto Ceod ha assorbito oltre un terzo delle nostre attività e ha portato a tre nuove assunzioni». Al contrario di quel che si possa supporre, Spacedys occupa più che altro matematici. Il suo rappresentante legale nonché socio fondatore è comunque un astronomo, Fabrizio Bernardi, e in appena tre anni di attività Spacedys è arrivata a collaborare pressoché stabilmente con l’Esa, l’Agenzia spaziale europea. «Riuscire a calcolare con rapidità ed esattezza le orbite degli oggetti spaziali è fondamentale – ci dice ancora Dimare – e da tempo le agenzie sono impegnate in un lavoro di mappatura, che di anno in anno si fa sempre più accurato». Le finalità sono tanto di pura conoscenza scientifica quanto di applicazione pratica: «La preoccupazione principale è quella di prevedere con debito anticipo eventuali impatti di asteroidi sulla Terra, ma anche fra oggetti arificiali. Si pensi, ad esempio, al lancio di satelliti e di missioni spaziali: negli anni si sono formati cumuli di spazzatura orbitante, che dobbiamo assolutamente conoscere ed evitare».
Guido Bini
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