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Asilo negato: riammessa la bimba

Asilo negato: riammessa la bimba

La visita di controllo ha escluso la presenza di allergia, il caso ha un lieto fine

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SAN ROMANO. Doveva essere il primo passo per pianificare un piano terapeutico ad hoc, prevedendo un protocollo da attivare in caso di ingestione o contatto con la proteina del latte, così come richiesto dal Comune per la riammissione all’asilo nido. A sorpresa, invece, la piccola protagonista di questa storia ha spiazzato tutti, dimostrando di aver superato l’allergia alla lattoglobulina per la quale era stata momentaneamente esclusa dall’asino.

La visita di controllo, infatti, effettuata venerdì presso l’unità operativa di pediatria dell’ospedale di Empoli, ha dato esito negativo. «Assenza di reazioni avverse» si legge nel certificato. «Pertanto - scrivono i medici - la bambina può eseguire dieta libera per assunzione di latte vaccino e derivati». Poche parole, che hanno fatto decadere ogni vincolo alla riammissione della bambina, tornata da ieri all’asilo nido Peter Pan di San Romano. Si è chiuso così, con un lieto fine inatteso ma non privo di polemiche, il caso della piccina residente nel Comune di Montopoli che dal 24 novembre era stata temporaneamente esclusa dall’asilo, dopo essere stata accolta per le prime sette settimane. Una scelta, aveva spiegato il Comune, dettata da certificati medici nei quali si parlava espressamente di allergia, con la conseguente necessità di stilare un apposito piano terapeutico, come previsto da una delibera regionale del 2012. Un documento che «a quanto pare nelle prime settimane non era conosciuto» dicono i genitori, lamentando un’interpretazione “estensiva” della stessa delibera, «che parla testualmente di scuole e non di servizi educativi - affermano - e che si riferisce espressamente all’assunzione regolare di farmaci da parte di alunni diabetici».

Una procedura, quindi, considerata “eccessiva” dai genitori, che avevano parlato di «discriminazione» nei confronti della figlia. «Il Comune agisce in base alla certificazione che gli viene fornita e nei termini di legge - ribatte il sindaco Giovanni Capecchi - È chiaro che se ci vengono presentati documenti che dicono certe cose ci comportiamo in un modo, viceversa ci muoviamo in un altro». Sulla questione abbiamo chiesto il parere anche dell’organizzazione FederAsma e Allergie Onlus, di Prato. «Tendo a escludere - dice la presidente Monica De Simone - che il Comune si sia preoccupato eccessivamente, perché di fronte a un’allergia le precauzioni non sono mai abbastanza. Su certe questioni, però, manca una normativa chiara ed efficace. Detto questo, il problema rimane: un bambino non si esclude dall’asilo per un’allergia. Neanche per un minuto. È un fatto inconcepibile».

Giacomo Pelfer

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