Il Tirreno

Pontedera

A scuola nei boschi per imparare cos’è il tartufo

di Serena Di Paola

Alla presenza di Edoardo Raspelli, inaugurato a Castelvecchio il parco storico-didattico dedicato al prezioso frutto della terra

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SAN MINIATO. Nasce il primo parco storico-didattico dedicato al tartufo delle colline sanminiatesi.

È situato a Cigoli, in località Castelvecchio, ed è stato inaugurato durante il terzo weekend della Mostra mercato del tartufo bianco.

Sebbene il tartufo sia un alimento conosciuto sin dai tempi più remoti, ed oggi disponibile in una vasta gamma di combinazioni, non è scontato che tutti sappiano spiegare correttamente quali siano le peculiarità che lo contraddistinguono. Ad esempio, se proviamo a chiedere ad un bambino cos'è e dove nasce, probabilmente sarà difficile che risponda dicendo che si tratta di un fungo ipogeo cresciuto spontaneamente nel terreno accanto alle radici di alcuni alberi, querce e lecci in particolare.

Queste sono solo alcune delle cose che potranno imparare attraverso la visita al parco. L'idea è quella di farlo diventare un punto di ritrovo per quanti volessero vedere dal vivo una dimostrazione di “caccia” al tubero con cani addestrati, preziosi alleati senza i quali tutte le degustazioni e le kermesse tartufigene non sarebbero possibili, e passeggiare nell'ambiente incontaminato che ne favorisce la formazione.

«Molti sono i turisti stranieri che conoscono il nostro tartufo, ma non tutti hanno partecipato ad un'esperienza diretta nel suo habitat naturale – dice Cesare Andrisano, vicepresidente della Fondazione San Miniato Promozione –. L'idea è quella di coinvolgere i visitatori, i bambini in particolar modo, in un percorso didattico utile a far conoscere tutte le curiosità del mondo del tartufo e la tradizione storica che lo lega alla città».

In progetto vi è il futuro inserimento del parco nella cosiddetta "Via del Tartufo di San Miniato", un'iniziativa mirata ad incrementare il turismo enogastronomico attraverso la stesura di una mappa itinerante che collega il centro storico ai borghi limitrofi, passando per le aree tartufigene, i punti vendita a tema e le aziende agricole e vinicole locali.

Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza di Edoardo Raspelli, il noto giornalista e gastronomo che ha fatto nuovamente tappa nella città della Rocca dopo l'edizione della Mostra dello scorso anno. Insieme a lui hanno girovagato nel bosco tanti bambini, curiosi e attratti da una dimostrazione di ricerca fatta dal tartufaio Cesare Profeti insieme alla sua cagnolina Gina.

«Gina l'ho addestrata personalmente fin da quando era piccola – dice Profeti –. Le nostre escursioni nei boschi durano fino a sette ore al giorno. Anche se ad oggi ha nove anni, età avanzata per una ricercatrice di tartufo, il suo fiuto straordinario riesce a regalarmi ancora tanti esemplari, fino al recente ritrovamento che pesava ben 612 grammi. Il mio consiglio è quello di mangiarlo abbinato all'uovo o alla bistecca».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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