Sicurezza
Tetti d’amianto sbriciolati ex Crastan da bonificare
Dopo ben tredici anni dallo spostamento dell’azienda arriva la svolta Nei prossimi giorni la ditta Tecneco rimuoverà tutti i materiali pericolosi
PONTEDERA. A Pontedera lo chiamano il “grattacielo” ed è una delle costruzioni più alte della città. Un colosso di cemento fatto da 11 piani di appartamenti in via Savonarola. Da lassù la vista è fantastica e nelle giornate di sole si riesce a vedere addirittura la punta della torre di Pisa. Molto più vicino invece si scorge uno spettacolo di gran lunga meno suggestivo. Sono i detriti di cemento-amianto (eternit) sparpagliati sul tetto dell’ex stabilimento Crastan, la storica azienda fondata nel 1870 come produttrice di surrogati del caffè. Il complesso ha ospitato al suo interno la fabbrica fino al 2001, quando Crastan decise di spostarsi nella zona industriale di Gello. In più di 10 anni in municipio si sono accavallati numerosi progetti di riqualificazione dell’impianto industriale ma non si è mai andati oltre i disegni sulla carta. Nel frattempo sul forum del Comune di Pontedera, dove i cittadini possono segnalare alle istituzioni i disagi osservati in città, qualcuno cominciava a dirsi preoccupato per lo stato di abbandono dello stabile. Era il 9 febbraio 2010 e un utente riferendosi agli edifici della sede Crastan scriveva: «Lo stato di degrado è totale, i tetti sono ricoperti con diversi pannelli di amianto, molto pericolosi per la salute di chi ne respira le fibre». Pronta la risposta del primo cittadino Simone Millozzi una settimana più tardi: «È stato presentato dal proprietario un piano di recupero residenziale e di riqualificazione di tutta l’area che prevede la realizzazione di appartamenti e parcheggi». In 4 anni i botta e risposta sul forum tra amministrazione e abitanti sono stati parecchi, ma in via Pisana nessun intervento. Nel 2010, ancora Millozzi, rende noto sul forum che «l’Asl 5 non ha ancora fatto pervenire l’esito della verifica per la pericolosità delle coperture in eternit; nel momento in cui giungerà all’amministrazione l’esito del sopralluogo verificheremo quali provvedimenti adottare». Nel maggio 2012 riparte la polemica e insieme tornano le risposte della massima carica comunale: «I progetti di riqualificazione sono ancora in corso di istruttoria presso i nostri uffici. Occorrono ulteriori integrazioni alla documentazione presentata». Nulla da fare, quindi. Di cantieri ancora non se ne parla. Oggi, però, dopo 13 anni dallo spostamento di Crastan dalla sede di Pontedera, potrebbe essere il momento della svolta definitiva. Almeno per quanto riguarda i polmoni dei pontederesi. A comunicarlo è Tecneco, ditta del Valdarno incaricata per la rimozione delle coperture in amianto. «Il Comune di Pontedera ha contattato Crastan poco prima del Ferragosto e la mattina del 28 agosto abbiamo presentato il nostro progetto all’Asl. Nei prossimi giorni provvederemo alla rimozione di tutti i materiali pericolosi che si trovano sul posto», spiega l’impiegato di Tecneco Gabriele Castellani. Un epilogo accolto con felicità anche da Crastan Spa, che in questi anni ha dovuto installare, tra l’altro, un impianto di allarme nell’edificio in disuso per allontanare coloro che stabilmente sfruttavano l’immobile per il bivacco notturno. Nel conto del denaro speso si registrano anche i fondi pubblici utilizzati dal Comune per pagare i vari sopralluoghi dell’Asl. I progetti di riqualificazione continuano a dormire negli archivi comunali, la salute dei cittadini invece verrà finalmente salvaguardata con la rimozione dei pezzi di amianto.
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