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Ragusa, la confidenza a Sara: «Tutto può ancora succedere»

Ragusa, la confidenza a Sara: «Tutto può ancora succedere»

PISA. «Tutto può ancora succedere». Una frase sibillina che con il senno di poi lascia spazio a varie interpretazioni. A pronunciarla, qualche ora prima di sparire nel nulla, sarebbe stata Roberta...

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PISA. «Tutto può ancora succedere». Una frase sibillina che con il senno di poi lascia spazio a varie interpretazioni.

A pronunciarla, qualche ora prima di sparire nel nulla, sarebbe stata Roberta Ragusa.

Lo racconta ai carabinieri Sara Calzolaio, 31 anni, all’epoca baby sitter e segretaria dell’autoscuola Futura, e da un paio d’anni compagna di Antonio Logli, 51 anni, marito dell’imprenditrice scomparsa (ora avrebbe 47 anni) e unico indagato per la sua morte con l’accusa di omicidio volontario aggravato e distruzione di cadavere.

Seduta davanti ai carabinieri del nucleo investigativo, Sara Calzolaio fa mettere a verbale l’ultimo incontro con Roberta Ragusa. È uno dei documenti allegati al fascicolo depositato in cancelleria dalla Procura della Repubblica e che l’avvocato di Logli potrà acquisire insieme alla documentazione elaborata dagli investigatori. Ci sono intercettazioni telefoniche e ambientali. Ma anche esiti di pedinamenti, verbali di persone sentite sui fatti.

Tra le carte inserite nei faldoni messi insieme dagli inquirenti si legge a proposito di Sara e Roberta: «In occasione delle festività di Natale 2011 (la donna è sparita tra il 13 e il 14 gennaio 2012, ndr) io e Roberta ci siano scambiate i regali come vi avevo già detto. In quel periodo non ho mai notato atteggiamenti strani da parte di Roberta. Posso solo dire che lo stesso giorno della scomparsa, il 13 gennaio 2012, mentre eravamo in autoscuola, verso le otto di sera, mi riferiva dell’esito della visita medica fatta con una dottoressa di San Giuliano Terme a seguito della caduta dalla scala della soffitta di casa sua (Logli le avrebbe passato uno scatolone pesante provocando l’incidente domestico, ndr)».

Ed ecco il passaggio con il quale Sara Calzolaio conferma di credere alla versione di Antonio, sostenuta anche dai suoi genitori, riguardo a quella che viene prospettata come una fuga di Roberta. «La cosa che mi è rimasta impressa è stata la frase di Roberta detta con tono sarcastico e con un sorriso “tutto può ancora succedere” – si legge nel verbale firmato da Sara –. Cosa che rafforza in me il convincimento che lei si sua allontanata volontariamente».

Le cugine della donna scomparsa hanno ripetuto più volte: «Quello che ci addolora e che anche i ragazzi ormai pensano che se ne sia andata di sua spontanea volontà».

Poi si cita l’aspetto di soldi presenti nell’abitazione di via Dini e mai rinvenuti. Un racconto fatto da Logli alla sua compagna.

«Anche il fatto che in casa, secondo quanto riferitomi da Antonio, sia sparito del denaro che Roberta aveva ricevuto dalla zia, mi induce ancora a pensare all’allontanamento volontario». Per la Procura dopo 32 mesi di silenzio Roberta si sarebbe, comunque, fatta viva con i due figli. Se non lo ha fatto, è la tesi dell’accusa, è perché è vittima di un uxoricidio.

Pietro Barghigiani

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