Finanza
Ogni Comune una tariffa, dov’è l’Unione?
In Valdera non è stata fatta una politica d’area né per le aliquote adottate, né per le detrazioni
di Emilio Chiorazzo
PONTEDERA
Ogni Comune ha una tariffa. E un regolamento proprio, con detrazioni proprie. Anche all’interno dell’Unione della Valdera. La Tasi - la tariffa per i servizi indivisibili, per la quale tra pochi giorni, il 16 ottobre, dovremo pagare la prima rata - è l’esempio lampante che non si riesce a dare uniformità al territorio: neppure per le detrazioni.
Anche in questo caso, valgono gli esempi: il valore dei figli - per quanto riguarda le detrazioni, nei Comuni che hanno deciso di applicarle - è differente da Comune a Comune.
E lo stesso vale per il trattamento riservato alle famiglie che hanno, al loro interno, portatori di handicap.
Per non parlare, poi, delle aliquote scelte da ogni amministrazione comunale, per applicare la Tasi.
L'unico modo per confrontare la nuova tassa, è applicarla. Se prendiamo la rendita catastale divisa per fasce e applichiamo le varie aliquote dei Comuni e poi sottraiamo le detrazioni abbiamo quanto il cittadino deve realmente pagare. Solo così si capisce la scelta politica: spesso i comuni si fermano all'applicazione ragionieristica della Tasi, ma questo ragionamento non ha valenza sociale, né politica.
Come si applica la Tasi? Come l'Imu: la rendita dell'immobile va moltiplicata per un coefficiente (per l'abitazione principale è 160) e rivalutata del 5 %.
Esempio: una rendita di 301 euro (si vede dalla visura catastale), dà un valore immobile (abitazione principale): 301x160x1,05= 50.568 euro.
È la base su cui si calcola la Tasi.
Facendo ancora qualche esempio: a Santa Maria a Monte (aliquota 2 per mille detrazione pari a 130 euro) ecco cosa risulta: 50.568x2:1000= 101,1 euro. Se si toglie la detrazione decisa dal Comune di Santa Maria a Monte, pari a 130 euro, la Tasi sarà 101,1-130 = negativa. Quindi non si paga niente.
Restando agli esempi: a Castelfranco di Sotto per la stessa fascia si paga il 3,3 per mille con una detrazione pari a 80 euro.
Il conteggio: il valore per la rendita di 301 euro è lo stesso pari a 50.568 euro; 50.568 eurox3,3:1000=166,87 detrazione di 80 euro=166,87-80 euro = 86,87 euro.
Spostandosi sulla Valdera, ecco quel che accade a Palaia (dove l’aliquota è dell’1 per mille detrazione pari a zero): la Tasi sarà di 50,56 euro.
E a Ponsacco (2 per mille detrazione zero): Tasi di 101,13 euro.
Nell’area del Cuoio. Applicando la Tasi con le detrazioni sulla rendita e le relative detrazioni (per chi l'ha messe) si nota che fino a 300 euro di rendita a Castelfranco si paga la Tasi già a poco più di 200 di rendita (a 240 la Tasi è pari a 23 euro). In tutti gli altri comuni fino a 300 euro non si paga niente.
Superando 301 euro di rendita si paga di più a Castelfranco (141,76 euro) ma si paga molto anche a Montopoli fino a 100,80 euro per 400 euro di rendita. Più contenuto Santa Croce che ha una detrazione fino a 350 di rendita.
A San Miniato fino a 400 euro si paga 26 euro. A S. Maria a Monte a 400 euro non si pagherà niente.
Nella fascia da 400 a 500 euro spicca il valore alto di Castelfranco e di Montopoli a differenza di S. Croce e San Miniato che vicino ai 400 euro di rendita sono più bassi e a 500 diventano più alto. Ancora una volta il dato di Santa Maria a Monte è il più basso in assoluto: 38 euro.
Le detrazioni per i figli. A Castelfranco se la famiglia ha un figlio abbatte di 50 euro, se 2 di 100 euro.
Montopoli non ha previsto detrazioni per i figli. Santa Croce ha deciso la detrazione di 25euro per i figli.
San Miniato non ha detrazione per i figli ma ha recentemente introdotto un bando per rimborso per massimo 100 euro a famiglia (stanziati 20.000 euro, quindi solo 200 famiglie) che rientrano nell'Isee di 10.000 euro o hanno un disoccupato nel corso 2014 con Isee inferiore a 12.000 euro. Santa Maria a Monte non ha deliberato detrazioni per i figli ma la Tasi è applicata con aliquote basse e detrazioni alte che la rendono nulla fino a 400 euro. C'è la detrazione di 50 euro per handicap con Isee fino 12.500 euro; vaucher lavoro per disoccupati da 50 a 120 euro da scontare sulla Tasi.
Nei Comuni della Valdera. Fino a 200 euro si paga la Tasi a Buti e Bientina (84 euro); Casciana Terme Lari e Terricciola (50,40 euro), Palaia (33,60), Capannoli 27,28 e Lajatico 17,20 euro.
Buti non ha detrazioni per figli o per portatori di handicap e Bientina ha detrazione figli (50 euro) e non per l’handicap. Casciana terme non ha detrazioni figli ma solo una piccola detrazione legata all’Isee da 50 a 15 euro. Terricciola prevede la detrazione di 50 euro solo per handicap.
Ulteriori detrazioni: I Comuni dell’Alta Valdera non hanno introdotto molte altre detrazioni oltre a quelle per la rendite e solo per alcuni e molte basse.
A Chianni: nessuna, Capannoli nessuna, Terricciola solo per i portatori di handicap (50 euro), Peccioli nessuna, Lajatico nessuna, Palaia nessuna, Ccasciana Terme Lari legate all'Isee (da 15 a 50 euro).
Ma i Comuni dell’Alta Valdera hanno scelto aliquote basse ( 1per mille di Peccioli e Palaia, 1,5 di Terricciola, 1,7 di Chianni e 2 di Lajatico). Non sono state introdotte le detrazioni per la rendita: solo Peccioli, Lajatico e Chianni hanno messo 50 euro su tutte le rendite.
A Buti e a Bientina l'applicazione è la stessa: aliquota uguale per tutte al 2,5 per mille, nessuna detrazione per la rendita che porta la Tasi alta, fasce basse non tutelate: Buti non introduce nessuna detrazione ulteriore, Bientina mette 50 euro per figlio.
A Ponsacco l’aliquota è progressiva, varia al crescere della rendita ma non ha detrazioni sulle rendite; ha la detrazione per i figli (50 euro) e per l'handicap. Calcinaia: aliquota progressiva, esenzione al pagamento fino a 300 euro. Ha la detrazione per i figli (25 euro) e per l'handicap. Anche Pontedera ha un'aliquota progressiva da 2,5 a 3,3 per mille, detrazioni alte per le rendite che portano la Tasi a livelli accettabili e migliori rispetto ad altri comuni dell’area. Pontedera non ha detrazioni per i figli ma la detrazione di 50 euro per l'handicap.
Le considerazioni. Considerando anche le ulteriori detrazioni oltre all'applicazione della Tasi si evince che la Valdera è più cara del Valdarno: si paga in molti comuni anche nella fascia fino a 200 euro, mentre nel Valdarno no. Fino a 500 euro di rendita Buti che non ha detrazioni è il più caro. L’Unione della Valdera, sul fronte di questa imposta e dei suoi regolamenti d’applicazione non ha fatto una politica d'area ma ogni Comune ha agito per ordine sparso. Non c'è neppure sulla detrazione per handicap una scelta comune, tanto meno per le aliquote e le detrazioni.
@chiorazzo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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